Busto Arsizio - 27 luglio 2026, 14:38

LA LETTERA. Marco Palamone lascia il palco ma non la danza: «Sarò al servizio di quest’arte in forma diversa»

Dopo oltre vent’anni il ballerino bustocco, che da bambino lasciò la famiglia e l’Italia per inseguire un sogno, continuerà a dedicare la propria vita alla danza attraverso l’insegnamento, il coaching, la formazione e l’accompagnamento delle nuove generazioni. Ma potremo vederlo ancora sul palco al Galà Internazionale in programma il 26 settembre nella sua città (biglietti già in vendita su TicketOne)

LA LETTERA. Marco Palamone lascia il palco ma non la danza: «Sarò al servizio di quest’arte in forma diversa»

Dopo più di vent’anni dedicati alla danza, Marco Palamone è pronto a lasciare il palcoscenico. Non certo quest’arte: il ballerino bustocco, che a soli dieci anni lasciò la famiglia e l’Italia per inseguire un sogno, continuerà a dedicare la propria vita alla danza attraverso l’insegnamento, il coaching, la formazione e l’accompagnamento delle nuove generazioni.

Ma ci sarà ancora un’occasione per vederlo ballare sul palco. Succederà nella sua Busto Arsizio, grazie alla seconda edizione del Galà Internazionale di Danza in programma il prossimo 26 settembre al teatro Sociale Delia Cajelli. I biglietti si possono acquistare su TicketOne cliccando qui.

“L’ultimo ballo” di Palamone rende ancora più speciale l’appuntamento. Ma, come detto, il suo percorso nella danza non finisce, assume soltanto una nuova forma. Lo spiega lui stesso in questa lettera aperta rivolta alle persone che lo hanno affiancato lungo il cammino, agli appassionati che ne seguono il lavoro e, prima ancora, a quel bambino che a dieci anni lasciò la propria casa con una valigia piena di una passione che gli ha permesso di vincere ansie e paure.

Ci sono decisioni che non arrivano all’improvviso.
Non si presentano con clamore, né con assoluta certezza. Arrivano lentamente, come una voce silenziosa che ti accompagna per mesi, a volte per anni, finché un giorno capisci che ti sta indicando la strada.

Dopo oltre ventuno anni dedicati alla danza, desidero condividere una scelta profondamente personale: ho deciso di concludere la mia carriera come ballerino professionista.
Una decisione che, ancora oggi, fatico a rendere reale attraverso le parole.

Per gran parte della mia vita sono stato un ballerino. Non semplicemente perché fosse il mio lavoro, ma perché la danza è diventata parte di ciò che sono.
A soli dieci anni ho lasciato la mia famiglia e l’Italia per trasferirmi in Inghilterra e inseguire un sogno che sembrava molto più grande di me. Non ero coraggioso. Ero spaventato. Ero semplicemente un bambino italiano con una valigia, poche certezze e un sogno che non riuscivo ancora a spiegare.

Ricordo perfettamente la nostalgia di casa, le telefonate in lacrime ai miei genitori e quei momenti in cui avrei voluto arrendermi. Oggi, ventuno anni dopo, posso dire che ogni teatro, ogni Paese, ogni amicizia, ogni opportunità e ogni traguardo sono nati proprio da quei momenti in cui ho scelto di non mollare.

La danza è diventata la mia casa quando casa era lontana.
Per oltre due decenni mi ha portato in giro per il mondo, permettendomi di vivere esperienze straordinarie, di lavorare in importanti teatri internazionali e di incontrare persone che hanno cambiato profondamente la mia vita.
Se la danza mi ha dato una carriera, le persone mi hanno dato una famiglia.

Negli ultimi anni, però, qualcosa dentro di me ha iniziato lentamente a cambiare.
Ho scoperto una passione sempre più forte per l’insegnamento, il coaching, la formazione e l’accompagnamento delle nuove generazioni di artisti nel loro percorso professionale. Parallelamente, alcune riflessioni personali e professionali mi hanno portato a guardare al futuro con occhi diversi, comprendendo che il mio ruolo all’interno del mondo della danza stava evolvendo.
Questa decisione non nasce da una diminuzione dell’amore per la danza. Al contrario.
Nasce proprio dall’amore profondo che provo per quest’arte e dalla consapevolezza che oggi posso continuare a servirla in una forma diversa.

Sono quindi felice di annunciare che inizierò un nuovo capitolo professionale a Berlino, dove assumerò il ruolo di Ballet Master presso Dance Masterclass, una delle principali piattaforme internazionali dedicate alla formazione nella danza.
Il mio percorso nella danza non termina qui. Continuerò a insegnare, formare, guidare e sostenere giovani artisti nel loro sviluppo professionale, condividendo l’esperienza accumulata in oltre vent’anni di carriera internazionale.

Questo nuovo capitolo professionale è accompagnato anche da importanti riconoscimenti internazionali. Dal 26 al 30 novembre 2026 sarò infatti ospite a Dubai come membro della giuria della Dubai International Dance Competition, uno dei principali eventi dedicati alla danza a livello internazionale. Un invito che accolgo con grande orgoglio e che rappresenta per me non solo un traguardo personale, ma anche la conferma di un percorso che oggi prosegue sempre più nella direzione della formazione, della mentorship e della valorizzazione dei giovani talenti.

Continuerò inoltre a collaborare con compagnie, scuole e professionisti del settore a livello internazionale, oltre a sviluppare nuovi progetti culturali attraverso Palamone.Eventi, realtà nata con l’obiettivo di creare opportunità, mettere in connessione artisti e portare danza, cultura ed eccellenza a nuove comunità e nuovi pubblici.

Parallelamente proseguirò il mio percorso accademico presso la Palucca Hochschule für Tanz Dresden, dove sto completando il Master in Pedagogia e Direzione delle Prove, consolidando ulteriormente il mio impegno verso la formazione, la leadership artistica e il futuro della danza.

In un momento così significativo della mia vita, sento il bisogno di esprimere la mia più sincera gratitudine.

Alla mia famiglia, che ha creduto in me fin dal primo giorno e che ha sostenuto ogni sacrificio, ogni distanza, ogni scelta e ogni momento difficile. Senza il loro amore e il loro sostegno incondizionato nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.

Ai miei amici più stretti, che sono stati una presenza costante nei momenti più belli e in quelli più complessi, ricordandomi sempre chi sono al di là del palcoscenico.

Al mio attuale direttore, Sergei Vanaev, per la fiducia, il supporto e le opportunità che mi ha offerto negli ultimi anni. La sua comprensione e il suo sostegno nei confronti di questa nuova fase della mia vita professionale rappresentano per me qualcosa che non dimenticherò.

E a tutti gli insegnanti, colleghi, direttori, coreografi, studenti e artisti che hanno condiviso con me una parte di questo straordinario viaggio.

La verità è che non sto lasciando la danza. Non potrei mai lasciarla. Cambiano i teatri. Cambiano i ruoli. Cambiano le prospettive.
Ma la passione, l’amore e il senso di appartenenza che provo per questo mondo restano immutati.

Quando penso a questa decisione, continuo a vedere quel bambino di dieci anni che stringeva una valigia più grande di lui e partiva verso l’ignoto inseguendo un sogno.
Non aveva idea di dove quel viaggio lo avrebbe portato. Non sapeva quanti palcoscenici avrebbe calcato, quanti Paesi avrebbe chiamato casa o quante persone straordinarie avrebbe incontrato lungo il cammino.

Sapeva soltanto una cosa. Amava danzare. E forse è proprio per questo che questo addio è così difficile.
Perché non sto dicendo addio alla danza. Non potrei mai.

Sto semplicemente aprendo un nuovo capitolo della stessa storia.
Una storia fatta di sacrifici, sogni, cadute, rinascite, incontri straordinari e opportunità che hanno superato ogni immaginazione.
Una storia che continuerà attraverso l’insegnamento, la formazione, i progetti futuri e tutte le persone che avrò il privilegio di accompagnare nel loro percorso.

Perché il palcoscenico potrebbe non essere più la mia destinazione. Ma la danza sarà sempre la mia casa.

E a quel bambino che un giorno chiamò casa in lacrime chiedendo di tornare… Ce l’abbiamo fatta.
Davvero.

Marco Palamone

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