L'espressione tipicamente Bustocca, espressa nel Titolo, non ha bisogno di punto interrogativo. La dice l'imprenditore, ma la dice pure la gente semplice, quando ci si incontra e pure a mo' di saluto.
Col "mal'vò'l lauò" (come va il lavoro), non solo si chiede se l'attività procede nei giusti canoni, con soddisfazione (anche) economica, ma si responsabilizza colui che riceve la domanda, di manifestare il proprio "star bene", tenendo presente che lo "star bene" è riferito alla salute, all'armonia nei rapporti con le altre persone e, alla soddisfazione di far parte della Società.
Per dirla in Dialetto Bustocco da strada: "candu'l lauò al va bèn" (quando il lavoro va bene), trionfa la serenità, la gioia di esistere, la volontà a mantenere il livello di soddisfazione morale, sul tenore bonario che serve a intraprendere nuove iniziative. L'imprenditore è contento, non solo per gli affari, ma è pure contento l'operaio che mantiene il decoro in casa, attraverso la buona retribuzione che concilia pure il dialogo, i propositi e la gioiosità del vivere.
Giusepèn mi consiglia subito una "abitudine" del Bustocco in affari. I negozianti, ad esempio. "fami'n prezi bon" che vuol dire "fammi un prezzo buono, uno sconto" a cui il negoziante risponde "a podu non" (non posso) che non è un diniego (secondo lui), ma è solo una tutela del rapporto costi-prezzo, ovviamente stabilito dal Negoziante. Del resto, l'acquirente, non conosce i termini che conducono al prezzo di vendita e, "soggiace" alla discrezione del Negoziante. Costui, ovviamente è libero di attuare un "prezzo di favore" (e lo fa) o uno "sconticino" che è sempre calcolato, come si usa nei famosi SALDI di fine stagione - diciamolo subito: anche coi SALDI, il Negoziante non ci perde e, col "mal'vò'l lauò" si arriva ad un tornaconto ottimale. Di converso, anche chi usufruisce dei SALDI è contento e tutto coincide col rapporto "domanda-offerta" e "guadagno-risparmio".
Visto che ci siamo, metto qui un evento che riguarda Giusepèn che "non ce la fa più" a contenersi. Su AMAZON è pubblicato il libro dal titolo "ul Giusepèn" che non è una "rivisitazione" del primo Giusepèn edito dalla GMC Editore,ma è un libro nuovo, con concetti nuovi, con espressioni nuove, ricavate dallo studio sul Dialetto Bustocco da strada - in "ul Giusepèn" (edito da LIBRANDO) chi ha imparato l'italiano, prima del Dialetto Bustocco, troverà come si esprimeva la "gente comune", la "gente semplice", chi non sapeva scrivere il Dialetto, anche per il fatto che la fonetica della Parlata non è identica da quella dello scritto. Per cui, oltre alla "traduzione" dal Dialetto all'Italiano, ci sono espressioni che la gente semplice "usava" e che sono sconosciute a chi non è Bustocco-verace o Bustocco-ruspante.
Sapete cosa si rispondeva al "mal'vo'l lauò?" - sempre, quasi sempre, sempre anche quando non era così …… BENASCIU il cui significato è "BENE" che conteneva una specie di "dispregiativo" con quel "benasciu" che prospettava, tempi migliori.
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solo per la Cronaca: questo è il mio 24° libro; il TERZO dedicato al Dialetto Bustocco da strada e gli altri libri, sono dedicati a Narrativa, Poesia, Saggistica e … .riflessioni varie - a settembre, ci sarà la Presentazione di "ul Giusepèn": data e luogo dell'incontro che ovviamente sarà pubblico, saranno pubblicati a tempo debito - intanto, se qualcuno si munisce del libro, citando Amazon o Google, quando ci incontreremo, avrà priorità di dedica.





