Cultura - 25 luglio 2026, 12:05

La lirica conquista il giardino del Museo del Tessile: Busto Arsizio applaude “Il barbiere di Siviglia”

Quattrocento spettatori per l'allestimento felliniano diretto da Alberto Oliva. L'assessore Maffioli: «Una sfida vinta per la città»

Nella cornice estiva del Giardino Quadrato del Museo del Tessile, la serata di venerdì 24 luglio ha segnato il ritorno della grande opera a Busto Arsizio con la messa in scena de “Il barbiere di Siviglia”. Il capolavoro di Gioachino Rossini, inserito nel programma di BA Lirica 2026, ha richiamato circa quattrocento persone, registrando il tutto esaurito e confermando il favore del pubblico per un allestimento inedito sia nell'ambientazione sia nella scelta della location.

Dopo le stagioni trascorse al Teatro Sociale, la produzione è infatti approdata all'aperto in uno dei luoghi storici più rappresentativi della città. La regia di Alberto Oliva ha proposto una rilettura dell'opera rossiniana trasposta nell'Italia degli anni Cinquanta, alla vigilia del boom economico e ispirata all'universo cinematografico de “I Vitelloni” di Federico Fellini. In questo quadro di provincia neorealista, Figaro ha assunto i tratti popolari ed energetici di un personaggio alla Alberto Sordi, mentre il Conte d'Almaviva ha vestito i panni di un giovane arricchito di ritorno al paese natale per conquistare Rosina. Dal punto di vista musicale e scenico, l'esecuzione ha visto la presenza sul podio del maestro Luca Ballabio alla guida dell'orchestra Filarmonica Ettore Pozzoli, realtà produttrice dell'evento schierata con oltre trenta elementi. 

Particolare soddisfazione per la riuscita dell'evento è stata espressa dall'assessore alla Cultura, Manuela Maffioli, che ha sottolineato la risposta della cittadinanza: «Sfida vinta! Uno straordinario successo per la prima opera lirica all’aperto allestita a Busto. Non una sfida solo personale, ma della squadra e della città, per la città». L'assessore ha quindi evidenziato l'atmosfera che si è creata durante la rappresentazione: «Uno spettacolo meraviglioso e riuscito, grazie a professionisti di grande levatura, con una temperatura perfetta, una organizzazione fluida, in un silenzio di concentrazione surreale, interrotto solo da applausi fragorosi. E, soprattutto, quattrocento persone rapite dalla storia del Barbiere di Siviglia in versione felliniana».

Proseguendo nella sua analisi, Maffioli ha ribadito il valore dell'investimento culturale: «Ci abbiamo creduto. Ci ha creduto il pubblico: eterogeneo per età e provenienza. Mai accontentarsi, sempre misurando i passi. È quello che Busto merita: investimenti di alta qualità. È quello che Busto sta avendo, anche grazie alla Cultura. Che resta un imprescindibile strumento di crescita delle persone e del territorio. La lirica è quanto di più complesso possa essere offerto, all’interno del panorama culturale. Risultante di molti, complicati e raffinati elementi. È stato evidente, una volta di più, ieri sera». L'assessore ha poi concluso sul valore del festival: «Ma BA Lirica è per me un festival irrinunciabile e sono oggi davvero soddisfatta di essere riuscita a riprenderlo, peraltro in questa forma inedita. La Cultura fa bene. Fa bene fruirne. Fa bene condividerla. Questa la vera, grande scommessa per il futuro della nostra città».

Giovanni Ferrario

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