Negli scorsi giorni la giunta Scazzosi ha approvato lo schema del documento unico di programmazione (DUP) 2027/2029, che, ancora una volta, non prevede la realizzazione di interventi di importo a base di gara pari o superiori a 150 mila euro nel prossimo triennio.
Una scelta che ha portato il consigliere Luca Vergani a fare una serie di considerazioni sulla visione politica e strategica dell’amministrazione guidata da Marco Scazzosi: «Marnate - sottolinea Vergani - possiede tutte le caratteristiche per essere il baricentro naturale della Valle Olona, eppure oggi il nostro Comune appare immerso in uno stato di preoccupante paralisi, privo di quella visione strategica e di quelle linee programmatiche che dovrebbero essere il motore dell’azione amministrativa.
Questa assenza di progettualità emerge chiaramente dall’analisi del Documento Unico di Programmazione (DUP), strumento che per sua natura dovrebbe delineare la pianificazione concreta e le scelte politiche di un mandato».
Una condizione dettata, secondo Luca Vergani, dal timore: «Al contrario - prosegue il consigliere di minoranza - ci troviamo di fronte a un documento privo di slancio, specchio di un’amministrazione in balia di una doppia paura: esogena ed endogena.
Da un lato, la paura esogena deriva da un’opposizione intransigente che ricorre sistematicamente alla via giudiziaria; se è compito della minoranza vigilare e incalzare, infatti, è altrettanto evidente che un clima di perenne scontro legale finisce per immobilizzare la macchina pubblica, sottraendo risorse ed energie alla cura del territorio.
Dall’altro lato, la paura endogena riguarda chi, pur avendo competenze tecniche e capacità nella gestione dei numeri, opera senza un chiaro indirizzo politico, senza una squadra coesa e senza una reale apertura al confronto: così anche gli sforzi più accurati faticano a tradursi in un bilancio e in scelte che rispondano alle aspettative della comunità».
Modalità che hanno portato l’amministrazione a rinunciare a costruire il futuro del paese: «Questo sistema asimmetrico ha generato una pericolosa incapacità di incidere sull’orientamento politico che si intendeva dare al paese - sottolinea Vergani - la molteplicità di ricorsi al TAR costringe l’ente a concentrare energie sulla difesa legale, anziché sulle politiche di investimento e sulla programmazione.
A ciò si aggiunge una modalità gestionale spesso troppo autoreferenziale, riflessa nel principio del “ho vinto io e decido io”, che preclude qualsiasi dialogo costruttivo e rende difficile superare divisioni personali e rancori che nulla hanno a che vedere con l’interesse collettivo».
È per questo che il rappresentante de “Le persone al centro” invita a un cambio di atteggiamento: «È indispensabile - conclude Luca Vergani - saper distinguere le questioni personali dalla responsabilità istituzionale.
Aprirsi all’ascolto e al confronto con tutte le forze politiche, comprese quelle che non siedono tra i banchi della maggioranza, non è un segno di debolezza, ma un atto di responsabilità e civiltà politica; solo così potremo ricostruire fiducia, mettere in campo scelte coraggiose e condivise e restituire al DUP e agli altri strumenti di pianificazione il ruolo che meritano.
Chiedo con forza un cambio di passo: meno contrapposizioni sterili e più capacità di lavorare insieme, con spirito di squadra e responsabilità, verso un unico obiettivo supremo: il bene comune dei nostri cittadini e la valorizzazione del nostro territorio».




