Caro Lele Adani, adesso basta! È insopportabile la tua parzialità nei commenti e sono urticanti i tuoi modi. Lo sanno anche i bambini dell'asilo che sei un tifoso dell'Argentina, lo abbiamo capito da tempo che preferisci la Pampa alla Pianura Padana, però sei in cabina di commento, davanti ad un microfono della tv pubblica e che il compenso che prendi è dei contribuenti che, ad ogni bolletta della luce, si vedono trattenuti nove euro del canone Rai. Tu rispondi a loro non a te stesso.
È legittimo che tu abbia delle simpatie pallonare, ma valle a sfogare in curva. E, se sei coerente, come vai spesso pontificando, domenica sera ti compri la maglia dell'Albiceleste con il “dies” sulla schiena, ti prendi un panozzo con l'asado e magari come bibita un bel birra e gazzosa o una spuma (quella che credi migliore) e te ne vai in mezzo ai tifosi gauchos. Lo spero anche se, ne sono certo, non succederà. Sarai ancora lì accanto al povero Alberto Rimedio.
Mai una critica sul gioco duro, a volte intimidatorio, degli argentini nel primo tempo con la complicità del direttore di gara. Mai un rimprovero ad una squadra che, nel primo tempo, ha giocato a calci ed ovviamente gli inglesi hanno poi dovuto far ricorso alla legittima difesa. Mai una volta a dire che non si era giocato a pallone nel primo tempo, per poi urlare al due a uno degli argentini che era era stata una partita epica. Ma dove?
Caro Lele Adani lascia in pace Maradona. Lascialo riposare tra le stelle dopo una vita fantastica sul campo e tribolata fuori. Troppa ed inutile retorica invocare il suo spirito per un normale cross di Messi ben incornato da Lautaro. Anziché dare qualche carezza al centravanti dell'Inter per essersi trovato nel posto giusto al momento giusto, hai urlato che era stato lo spirito di Diego a suggerire al liberissimo Lionel la traiettoria della palla vincente. Da non credere!
Caro Lele Adani, un piccolo consiglio anche se potrebbe ferire il tuo orgoglio: rivediti la finale del mondiale '82 fra l'Italia e la Germania, ma soprattutto ascolta il commento competente, pulito, elegante di Nando Martellini. Lì era in gioco il titolo mondiale della sua, della nostra Nazionale ed avrebbe avuto diritto di alzare un po' i toni, affidarsi all'enfasi. Invece... Solo al triplice fischio si lasciò andare, in maniera quasi pudica, a quel triplo “Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo”. Quando lo risenti ti viene ancora, a distanza di quarantaquattro anni, la pelle d'oca e gli occhi si inumidiscono. Quando, caro Lele Adani, sentiamo i tuoi opinabili commenti, conditi da urla da mercato delle vacche, prendiamo il telecomando e facciamo “click”.




