Forte commozione, nella sua Busto Arsizio, per Bruno Ceccuzzi, imprenditore filantropo scomparso all’alba di oggi all’età di 84 anni.
Era il gioielliere dal cuore d’oro. Nei ricordi, infatti, la stima per il grande imprenditore capace di portare avanti e far brillare l’iconica gioielleria di piazza San Giovanni si unisce all’ammirazione per il benefattore, da sempre impegnato nel sociale, a partire dalla sua Aias. E questa mattina all’ingresso dell’ente di via Alba che garantisce terapie ai bambini con disabilità è stata affissa l’immagine dello storico presidente e il messaggio «Ciao Bruno», per informare tutti coloro che frequentano il centro.
I funerali si terranno venerdì 17 luglio alle 11 nella basilica di San Giovanni. Il rosario verrà recitato giovedì 16 alle 18 nel santuario di Santa Maria. Bruno Ceccuzzi riposa fino al momento dell’ultimo saluto nella casa funeraria “Le Origini Mismirigo” in viale Sicilia 5.
L’omaggio della politica
«Un altro “grande vecchio” di Busto che se ne va, dice il sindaco Emanuele Antonelli, pensando a quella generazione di imprenditori impegnati nel sociale. «Sono molto dispiaciuto – prosegue il primo cittadino –. Ultimamente lo vedevo meno, ma in precedenza c’era sempre. Ha fatto tantissimo per Busto, per l’Aias, per le nostre iniziative. Ci mancherà come ci mancano tutti i “padri” che hanno fatto la storia della città. E il suo negozio era un punto riferimento nel suo campo per tanti cittadini».
Nel 2019, Antonelli aveva partecipato alla festa per i settant’anni della gioielleria, definendo Ceccuzzi «un vero benefattore». C’era anche l’assessore Manuela Maffioli, allora delegata anche al Commercio, oggi a Cultura e Identità (oltre che deputata). Ambiti in cui Ceccuzzi ha saputo essere protagonista.
Doveroso, dunque, «rendere omaggio a uno dei grandi protagonisti della storia, della vita della nostra città degli ultimi decenni sotto diversi aspetti – osserva Maffioli –. Innanzitutto quello commerciale, dove Bruno ha eccelso, portando un’offerta merceologica e un esempio di professionalità di altissimo livello nella nostra città. Ha dato dimostrazione di grandi capacità imprenditoriali, sopravvivendo alle crisi e alle asperità che questo settore ha dovuto attraversare».
I settant’anni di attività festeggiati e poi superati «non sono un mero traguardo – sottolinea Maffioli –. Dietro quel numero c’è una vita di sacrifici, investimenti, lungimiranza, capacità di visione e previsione, con tanta energia, fiducia e amore per la città che si è sostanziato in un impegno che ha riguardato il fronte sociale ma anche culturale». L’imprenditore ha infatti sostenuto alcune tra le principali manifestazioni culturali della nostra città, tra le quali il Baff, dove è stato istituito il premio Ceccuzzi.
Ma era anche un orgoglioso confratello del Magistero dei Bruscitti: «Una manifestazione del senso di appartenenza. La coscienza, la consapevolezza e l’orgoglio delle proprie radici e dell’importanza della loro valorizzazione», afferma Maffioli.
«Un gran dispiacere – commenta l’assessore al Commercio Matteo Sabba –. Punto di riferimento commerciale della città, ma non solo, vista la sua attività nel sociale. È per persone come lui che dobbiamo continuare quel lavoro di arricchimento umano del commercio cittadino».
«Un grande uomo – le parole di Paolo Geminiani, consigliere comunale delegato al Commercio di vicinato –. Ha saputo fare grande Busto Arsizio impegnandosi nel sociale in ogni sua forma e contribuendo alla promozione della città supportando operativamente il commercio locale. Per me è stato un esempio di impegno cittadino».
Il lutto nel commercio
Il Comitato commercianti centro cittadino esprime profondo dolore per la scomparsa del proprio fondatore e storico presidente Ceccuzzi, che aveva guidato anche il Distretto urbano del commercio.
«Bruno è stato molto più di un commerciante e di un imprenditore – è il ricordo del sodalizio presieduto da Sarah Leoni –. È stato un uomo che ha creduto nel valore della comunità, del commercio di vicinato e dell'impegno associativo, dedicando tempo, energie e passione al centro cittadino della nostra città. Il suo esempio ha contribuito a costruire il Comitato che oggi rappresentiamo e i valori che continuano a guidarne l'operato. A lui va il nostro più sincero e riconoscente grazie per quanto ha seminato e costruito negli anni, con grande spirito di iniziativa e visione. A nome del Consiglio direttivo, dei soci e di tutto il Comitato, esprimiamo la nostra più sentita vicinanza alla famiglia, ad Alessandra, Dino e mamma Paola, e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Il suo ricordo continuerà a vivere nel lavoro quotidiano di chi, ancora oggi, porta avanti con orgoglio il progetto che lui contribuì a creare. Grazie, presidente».
Il saluto delle “sue” associazioni
Strettissimo il legame tra Ceccuzzi e Franco Castiglioni, colui che ne ha preso il testimone alla guida dell’Aias, il centro di riabilitazione neurologica e psichiatrica dell’età evolutiva, un riferimento per tantissime famiglie di bambini con disabilità.
«Oltre a essere un parente acquisito, tra di noi c’era un rapporto che durava da tutta la vita – ricorda Castiglioni –. Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme col Distretto del commercio, quando ero assessore. Ma l’aspetto più importante è quello dell’Aias, che è stata la sua vita. Lui e Aias sono la stessa cosa».
In tante occasioni Ceccuzzi ha ricordato, commuovendosi ogni volta, come l’ente nacque per volontà dell’industriale Annibale Tosi, imbattutosi in stazione in un gruppo di mamme che, riparandosi faticosamente dalla pioggia, si recavano a Varese per curare i propri figli, perché a Busto non esistevano strutture adeguate. Fino ad allora.
Ceccuzzi ha guidato con amore l’Aias per 25 anni, per poi lasciare a Castiglioni. «Averne preso l’eredità per è stato importantissimo – afferma quest’ultimo –. Il suo modo di fare, i suoi consigli… Pensava sempre agli altri e mai se stesso. Non potevi non avere nel cuore una persona così. Era sempre pronto anche alle cose nuove, l’importante è che fossero utili al benessere dei ragazzi e delle famiglie».
E questa mattina all’ingresso di via Alba è stato affisso un quadro con la foto di Ceccuzzi e la scritta «Ciao Bruno», affinché tutti siano informati.
Lutto anche nel Magistero dei Bruscitti, di cui l’imprenditore ha vestito orgogliosamente il mantello. «Siamo tutti dispiaciuti – rivela il maestro Edoardo Toia –. Bruno è stato la nostra colonna portante fin dagli inizi, ricoprendo più cariche sociali. Era sempre presente, con una presenza elegante e discreta. Era orgoglioso del Magistero fondato dal suocero Bruno Grampa. Un uomo buono che lascia un grande vuoto nella nostra associazione. Lo ricordiamo con affetto e gratitudine. Per me era anche un amico personale della mia famiglia. Ma è una perdita per tutta la città di Busto».




