Un centro (estivo) nel centro (urbanistico) di Busto: una concomitanza cui hanno dato vita iscritti e iscritte al camp estivo della School of Sport, le cui attività sono normalmente ospitate negli spazi delle scuole Chicca Gallazzi e Don Carlo Costamagna. Bambini e ragazzi sono reduci da una sorta di stage sui campi allestiti nelle piazze Santa Maria e San Giovanni per Busto Arsizio Sport, l’iniziativa, organizzata dall’associazione Cuore Pieno, che per dieci giorni ha portato tornei di basket, calcio, beach volley, con ricco corredo di eventi collaterali, in piena Ztl (vedi QUI).
La Cooperativa Rezzara (cui fanno riferimento le scuole) ha messo a disposizione degli organizzatori spogliatoi e palestra di via Miani. Ospitalità ricambiata con la possibilità, per i ragazzi della School, di utilizzare i campi nelle piazze.
«È stata un’esperienza fantastica» tira le somme Matteo Ferrario, responsabile tecnico multisport e calcio della società. Bambini, ragazzi, allenatori ed educatori hanno invaso pacificamente i campi sia al mattino che al pomeriggio, marcando visita solo quando il ritmo settimanale del camp prevedeva attività fuori sede, come la trasferta in piscina. «Abbiamo organizzato delle rotazioni, in modo da fare provare a tutti le discipline praticabili sui campi. Siamo anche riusciti a fare i compiti delle vacanze, sfruttando un’area ombreggiata nei pressi del Santuario».
E se, tutto sommato, la pratica sportiva è comunque un marchio di fabbrica per il camp, le visite in piazza hanno portato un valore aggiunto: «C’è stata la cornice straordinaria del centro, c’è stata musica, ci sono stati incontri. C’è stato perfino il pubblico, persone che si fermavano incuriosite a osservare, passanti che non si aspettavano di vedere giochi in corso». Umarell? «Certo, anche umarell, hanno potuto vedere qualcosa di un po’ più vivace del solito».
Neanche un neo? «Ovviamente il meteo, il caldo ci ha messi alla prova. Ma, a ben vedere, è successa la stessa cosa nelle settimane precedenti. Ci siamo sempre organizzati in modo da passare parte del tempo all’ombra, assicurarci che tutti bevessero abbastanza, rinfrescare regolarmente i partecipanti con spugne bagnate. La fatica aumenta la soddisfazione finale. Se non si fosse capito: abbiamo apprezzato la collaborazione e diciamo un grande grazie all’associazione Cuore Pieno».






