Quando nascerà la nuova Pro Patria? Si dice già dopo il weekend. Dopo l'iscrizione alla Serie D, arrivata ufficialmente questa mattina (LEGGI QUI), il popolo biancoblù tira un consistente sospiro di sollievo per il futuro. Ora però rimane da capire quale sarà l'assetto societario che la governerà. Finnat è venuta ufficialmente allo scoperto nelle scorse settimane, soprattutto con l'incontro-chiamata di popolo indetto al Pro Patria Club alla presenza del direttore sportivo Giovanni Giovanditti, di Rosanna Zema e anche, in collegamento, di Luca Bassi. A parole, la volontà di controllare legittimamente il club di via Ca Bianca è stata chiara. Ma ora, soprattutto, sembra che anche l'operazione sia matura.
Giancarlo Travagin al momento rimane il proprietario del 51% della società. La sensazione della piazza, però, è quella che presto, dopo un paio di settimane dal suo ingresso, potrebbe passare la mano. Due settimane complicate, caratterizzate da contestazioni accese e da una accoglienza senza tappeto rosso per l'imprenditore piemontese che, non più tardi di due giorni fa, ha detto «iscrivo la squadra e me ne vado». Nessuna conferma ufficiale, anzi. Ma tutto sembra apparecchiato.
Bassi e Travagin si sono incontrati a Milano. Un meeting, arrivato dopo l'intermediazione del sindaco Emanuele Antonelli, che potrebbe aver limato gli ultimi spigoli e azzerato quasi del tutto le differenze di vedute. Ma quale la soluzione? Quasi impossibile pensare a una gestione congiunta. La soluzione potrebbe essere scritta, nero su bianco, nel comunicato con cui questa mattina la società ha ufficializzato l'iscrizione al campionato: "Il Dottor Luca Bassi e l’Avvocato Rosanna Zema esprimono la propria gratitudine all’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco Emanuele Antonelli, per il prezioso supporto". All'appello, nei ringraziamenti, manca proprio Travagin, che non aveva fatto mancare parole al miele per il primo cittadino. Che sia il segnale che qualcosa si compierà nelle prossime ore?




