Sport - 09 luglio 2026, 14:30

Vent’anni dopo quel cielo azzurro sopra Berlino: come Busto festeggiò il Mondiale del 2006. E voi dove eravate?

Oggi, 9 luglio, ricorre l'anniversario della vittoria della Nazionale di calcio allenata da Marcello Lippi, che anche la nostra città celebrò con un tripudio tricolore: dalla folla in piedi in piazza San Giovanni al carosello infinito di auto nel centro cittadino, comprensivo di bagno nella fontana di piazza Garibaldi

Berlino 2006: Fabio Cannavaro alza la coppa (foto figc.it)

Berlino 2006: Fabio Cannavaro alza la coppa (foto figc.it)

Oggi, 9 luglio 2026, ricorre il ventesimo anniversario di una delle serate più intense e memorabili della storia recente del nostro Paese. Esattamente vent’anni fa, la Nazionale italiana di calcio sollevava la Coppa del Mondo nel cielo di Berlino, sconfiggendo la Francia dopo una finale infinita decisa ai calci di rigore. In copertina, l'immagine simbolo di quel trionfo ritrae il capitano Fabio Cannavaro mentre alza il trofeo verso il cielo, sorretto idealmente dall'abbraccio di un'intera nazione. Fa strano, oggi, vedere gli altri giocarsi la rassegna iridata che si sta disputando in Nord America e pensare che, da quella sera tedesca, gli Azzurri hanno vinto una sola partita nelle successive cinque edizioni, mancando addirittura l'accesso alle ultime tre. Una generazione di ragazzi, al contrario di quelli dell'82 e quelli del 2006, non potranno mai dire di aver partecipato a quella che, probabilmente, è l'unica vera gioia collettiva del nostro Paese. 

Chi ha visto la partita quella sera, oltre all'1-1 nei tempi regolamentari e alla testata di Zidane a Materazzi dei supplementari, ricorda esattamente la sequenza dei rigori. Il tiro centrale di Pirlo, il potente diagonale di Materazzi, l'angolino trovato da De Rossi e la freddezza di Del Piero. Infine Grosso, il predestinato di quel Mondiale: il giocatore del Perugia si morde il labbro, poi parte e batte imparabilmente Barthez, facendo scattare l'esultanza di tutti gli azzurri di Marcello Lippi e di 59milioni di italiani

Anche a Busto Arsizio quella notte è rimasta impressa nella memoria collettiva. Moltissimi cittadini scelsero di seguire la partita all'aperto, radunandosi di fronte alla basilica di San Giovanni. Quella sera la piazza era gremita di persone costrette ad assistere alla sfida in piedi, una misura che si era resa necessaria dopo i danneggiamenti subiti da sedie e suppellettili durante le partite precedenti. La lunga serata, iniziata con il fischio d'inizio alle 20, tenne tutti con il fiato sospeso fin dai primissimi minuti. Subito dopo la premiazione, le strade del centro si sono animate e colorate di tricolore. La fontana di piazza Garibaldi, preventivamente clorata come una piscina, diventò lo scenario del classico bagno collettivo di folla. 

Accanto a chi scelse la piazza, molti bustocchi preferirono vivere l'evento in una dimensione più intima o domestica. C'è chi ha guardato la partita a casa propria, nel silenzio quasi religioso della tensione, cercando di catturare ogni minimo dettaglio ma tenendo le finestre spalancate per via del caldo intenso di quella serata estiva. Altri si sono riuniti nei cortili o nei giardini con piccoli gruppi di amici. Proprio a questo proposito, si ricorda un aneddoto curioso vissuto da alcuni tifosi che stavano seguendo la diretta all'aperto tramite il segnale satellitare di Sky. Resisi conto del leggero ritardo di questa trasmissione rispetto a quella analogica o digitale della Rai, decisero di sintonizzarsi su quest'ultima poco prima dei calci di rigore. La scelta fu dettata dal desiderio di evitare che le urla o i lamenti dei vicini, sintonizzati sulla Rai, potessero anticipare di uno o due secondi l'esito di ogni singolo tiro, rovinando la suspense del momento decisivo.

A vent’anni di distanza, vogliamo chiedere direttamente a voi di condividere i vostri ricordi di quella notte. Dove vi trovavate quando Fabio Grosso ha calciato l'ultimo rigore? Siete stati tra coloro che hanno festeggiato facendo il bagno nella fontana di piazza Garibaldi o avete partecipato ai caroselli d'auto in giro per la città?

Giovanni Ferrario


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