“Valori, talento, spessore umano, qualità tecniche”, questi i pilastri sui quali si poggia l'Ardor edizione 2026/2027, come ha evidenziato il presidente Alessandro Lavazza durante la serata di presentazione della squadra mercoledì nella sede storica di Via Bergamo. Riferimenti ai quali si è sempre ispirata la società ardorina nel corso dei suoi settantuno anni di vita sportiva e non, ma il numero uno ha anche esordito rimarcando che «quello che stiamo per iniziare è una sorta di anno zero» che fa proprio riferimento a quei pilastri e che «ogni giocatore deve fare suoi». Un concetto ribadito anche da Sergio Pirotta che ha speso i suoi anni a pane ed Ardor. Ai vecchi e nuovi giocatori ha indicato le figure di Angelo Borri e Nello Andreolli, ben raffigurati in una scultura, fondatori e anime dell'Ardor.
E non mancano le novità per una squadra che si appresta a disputare il campionato di Seconda Categoria dopo aver conquistato la salvezza nello spareggio contro le Azalee di Gallarate lo scorso maggio, con il passaggio in prima squadra di quattro giocatori del vivaio. Ma quella più succulenta riguarda la figura del neo mister. Umberto Pagani siederà per la prima volta sulla panchina azzurra e per lui si tratta di «una prima volta assoluta con una prima squadra dopo aver allenato per diversi anni nei settori giovanili del Magenta e del Corbetta». Da giocatore Pagani ha giocato prevalentemente in Promozione ed «anche – ci tiene a rivelarlo con un pizzico di orgoglio – con giocatori che poi hanno conosciuto la serie A come Tonino Asta (ex Torino ndr)»
Per gli ardorini è alle porte una stagione di lavoro a partire dal prossimo 24 agosto (giorno del raduno) e «quest'anno, ci saranno tre allenamenti alla settimana – fa sapere il responsabile tecnico Claudio Pozzati – ci si allenerà anche il venerdì e sarà una seduta di rifinitura. Inoltre, un giovedì o due al mese, ci sarà la partita con la Juniores sul campo di Dairago».
Per il consigliere, nonché responsabile degli allenatori, Alessandro Caccia «è importante che i principi tecnici che noi diamo ai ragazzi quando entrano all' Ardor vengano anche applicati in prima squadra. Solo in questo modo si può salire di livello».
Prima del rituale brindisi augurale, il presidente Lavazza ha ricordato ai ragazzi che «qui all'Ardor siete tutti uguali, c'è chi giocherà di più e che giocherà di meno, ma sappiate che siete tutti sullo stesso piano».
Ed in attesa del fischio d'inizio per tutti, ora, un bel “prosit” ben augurante.