Lombardia - 08 luglio 2026, 12:18

In provincia di Varese 59 nuove attività storiche. Tredici sono a Busto

Una a Fagnano Olona, una a Gorla Maggiore, due a Olgiate, una Solbiate. Ecco l’elenco delle realtà riconosciute da Regione Lombardia

In provincia di Varese 59 nuove attività storiche. Tredici sono a Busto

Sono 59 le nuove attività storiche in provincia di Varese. Tredici sono a Busto Arsizio, una a Fagnano Olona, una a Gorla Maggiore, due a Olgiate, una Solbiate. L’elenco si trova allegato in fondo alla pagina e cliccando qui.

C'è una Lombardia che resiste al tempo, alle crisi economiche, ai cambiamenti del mercato e alle trasformazioni della società. È la Lombardia delle botteghe, dei negozi e dei locali storici che, da oltre quarant'anni, rappresentano molto più di un'attività commerciale: sono luoghi di memoria, punti di riferimento per le comunità e simboli di un modello di sviluppo fondato sul lavoro, sulla qualità e sul legame con il territorio.

Proprio per valorizzare questo patrimonio, Regione Lombardia ha conferito il riconoscimento di 'Attività Storica e di Tradizione' a ulteriori 466 imprese tra negozi, botteghe artigiane e pubblici esercizi, portando a 4.943 il numero complessivo delle realtà inserite nell'albo regionale.

Un risultato che testimonia la volontà politica della Regione di sostenere chi, ogni giorno, tiene viva l'identità economica e sociale dei territori.

"Con il marchio di 'Attività Storica e di Tradizione' – sottolinea l'assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi – Regione Lombardia vuole esprimere la propria gratitudine a quelle imprese che, attraverso il loro impegno quotidiano, contribuiscono ai primati economici e sociali della nostra Regione. Negozi, pubblici esercizi e botteghe storiche rappresentano una forza straordinaria: garantiscono servizi, creano occupazione, rafforzano la sicurezza grazie alla loro presenza diffusa e rendono i nostri paesi e le nostre città più vivi, attrattivi e coesi".

Parole che raccontano una precisa visione politica: investire sul commercio di prossimità e sull'artigianato significa investire nella qualità della vita dei cittadini e nella tenuta delle comunità locali.

Dietro ogni insegna storica ci sono famiglie, sacrifici, competenze tramandate di generazione in generazione e una straordinaria capacità di affrontare il cambiamento senza perdere la propria anima.

A rendere ancora più prezioso questo patrimonio è il crescente interesse che molte di queste attività suscitano anche oltre i confini regionali. Numerosi negozi, botteghe e locali storici sono diventati 'vere e proprie mete' per i turisti italiani e stranieri, attratti dall'autenticità dei luoghi, dalla qualità delle produzioni e da quella storia fatta di tradizioni, mestieri e passione.

"Parliamo di realtà – prosegue Guidesi – che hanno attraversato decenni di trasformazioni, dimostrando capacità di adattamento senza rinunciare alla propria identità. Hanno saputo innovare nel rispetto della tradizione e affrontare con successo anche la 'sfida' del ricambio generazionale. Per questo Regione continuerà a sostenerle con determinazione, mettendo in campo strumenti concreti per tutelare un patrimonio imprenditoriale, culturale e sociale di valore inestimabile".

In un tempo di grandi cambiamenti che rischiano di indebolire il tessuto economico, la scelta di Regione Lombardia assume un significato che va oltre il semplice riconoscimento amministrativo. È un messaggio chiaro: difendere le attività storiche significa proteggere l'identità dei territori, sostenere il lavoro, custodire la memoria collettiva e rafforzare quella rete di relazioni che rende ogni comunità più forte.

Le attività riconosciute entrano così a far parte dell'Albo regionale delle Attività Storiche e di Tradizione, consultabile attraverso il portale dedicato della Regione (www.attivitastoriche.regione.lombardia.it) a conferma di un patrimonio diffuso che attraversa l'intera Lombardia e rappresenta uno dei pilastri della sua forza economica, culturale e sociale. Un patrimonio che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici e che oggi costituisce anche un importante volano per il turismo, l'attrattività dei territori e la promozione dell'eccellenza lombarda nel mondo.

I commenti

Francesca Caruso, assessore regionale alla Cultura: «Le 59 nuove attività storiche riconosciute da Regione Lombardia in provincia di Varese incarnano pienamente la storia, la cultura e l’identità di questo territorio. Questo riconoscimento è il modo migliore per dire grazie a realtà che hanno saputo attraversare i decenni, restando competitive e mantenendo un legame forte con le proprie comunità. Negozi, botteghe e pubblici esercizi custodiscono saperi, relazioni e tradizioni che contribuiscono ogni giorno a rendere vivi i nostri centri urbani. Tutelare questi luoghi significa investire anche nella qualità e nell’attrattività dei territori. Ringrazio ancora una volta l’assessore Guidesi per l’impegno concreto e costante verso le imprese di questa provincia».

Emanuele Monti, consigliere regionale (Lega): «Sono ben 59 le realtà della Provincia di Varese ad essere state inserite nella classifica delle Attività Storiche e di Tradizione compilata e aggiornata da Regione Lombardia con ulteriori 466 imprese tra negozi, botteghe artigiane e pubblici esercizi. Sei riconoscimenti sono per Varese e le altre 53 attestazioni riguardano i Comuni di Angera, Arcisate, Besozzo, Biandronno, Brissago Valtravaglia, Busto Arsizio, Caronno Pertusella, Cassano Magnago, Castiglione Olona, Cavaria, Cislago, Cugliate, Fagnano, Gallarate, Gavirate, Gemonio, Gorla Maggiore, Ispra, Jerago con Orago, Lavena Ponte Tresa, Luino, Oggiona, Olgiate, Ranco, Solbiate Olona, Sumirago, Taino, Ternate, Travedona, Varano Borghi, Vedano e Venegono Inferiore. Sono contento per questi importanti apprezzamenti che premiano il saper fare, l'ingegno e l'operosità della nostra Provincia, tipici della tradizione lombarda».

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