Calci in aria - 08 luglio 2026, 17:30

Chi vusa püsé, la vaca l'è sua. Anche ai Mondiali

Lo spacciano come un mondiale di calcio super moderno, ipertecnologico, un calcio che elimina o, quantomeno, riduce all'osso gli errori. Insomma un calcio oggettivo, vero, scevro da considerazioni soggettive nelle sue valutazioni regolamentari in omaggio alla correttezza della partita che non dovrebbe dare sponda a polemiche. Scopri però di essere ancora ai tempi del Borgorosso Footbal Club

Chi vusa püsé, la vaca l'è sua. Anche ai Mondiali

Lo spacciano come un mondiale di calcio super moderno, ipertecnologico, un calcio che elimina o, quantomeno, riduce all'osso gli errori. Insomma un calcio oggettivo, vero, scevro da considerazioni soggettive nelle sue valutazioni regolamentari in omaggio alla correttezza della partita che non dovrebbe dare sponda a polemiche (a tal proposito il pallone Trionda ha tanto di chip incorporato); scopri però di essere ancora ai tempi del Borgorosso Footbal Club. Un'esagerazione? La solita stampa che drammatizza? Meglio, la stampa italiana  che grugnisce perché la Nazionale è esclusa dalla show american-canadese-messicano? No. È la realtà.

Mentre, da una parte, si esalta il microchip che “becca” il ciuffo del croato Matanovic annullando il gol del pareggio per fuorigioco di Gvardiol in Croazia-Portogallo che manda direttamente agli ottavi Ronaldo e compagnia evitando i supplementari, vieni anche a sapere che il presidente Trump chiama il suo omologo alla Fifa Infantino per richiedere la revoca della squalifica di un giocatore a stelle e strisce ingiustamente espulso (secondo il tycoon). E se ne vanta pubblicamente quando a Balogun viene sospesa la squalifica. “Il merito è mio”, urla. Lo fa dalla sua Var Room personale che non è altro che la sala ovale dove si dovrebbero decidere ben altre sorti mondiali. Lui ha visto che il fallo non c'era e quindi il cartellino rosso non andava estratto: una vera ingiustizia alla quale, merito suo, è stato posto rimedio.

E Infantino che dice? Meglio che fa? Ammette di avere ricevuto la telefonata aggiungendovi anche che di telefonate ne riceve tante, omettendo però di specificare che mai nessuno gli aveva chiesto di togliere una squalifica mandando in vacca i principi fondanti del pallone. A proposito di bovini, il buon Gianni deve essersi ricordato dei tempi giovanili svizzeri quando ai mercati agricoli valeva la regola poi diventata un detto popolare comune che “chi vusa püsé, la vaca l'è sua”.

Giovanni Toia

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU