Ieri... oggi, è già domani - 05 luglio 2026, 06:45

“Tondu, teme'l cu dul bicèu” - “Rotondo come il fondo di un bicchiere”

Quando Giusepèn, se la ride da solo o, appena ti vede, ti piazza un sorriso che somiglia a un ghigno, vuol dire che ha in serbo “qualcosa” di eclatante e di inedito...

“Tondu, teme'l cu dul bicèu” - “Rotondo come il fondo di un bicchiere”

Quando Giusepèn, se la ride da solo o, appena ti vede, ti piazza un sorriso che somiglia a un ghigno, vuol dire che ha in serbo "qualcosa" di eclatante e di inedito, rispetto a quanto ha già espresso e pubblicato sui libri. Ed è così, oggi. Quasi non ce la fa a resistere. Apre subito il suo …. Bustocco-sapere, esilarante e saggio e, come diceva l'indimenticato amico Giovanni Sacconago, "ti fo per dire".

"s'è bon non da fò'n tondu, nanca cunt'ul cù dun biceu" - letteralmente, si traduce in "non sei capace a disegnare un rotondo, neanche a utilizzare il fondo di un bicchiere" - chiaro che si tratta di quei bicchieri "panciuti", in uso nelle Osterie. Lo ponevi sopra un foglio bianco e, col "lapis" (matita) gli giravi attorno, formalizzando un "cerchio alla Giotto", preciso e incisivo. Per dire che l'incapace; colui che è proprio privo di intelligenza, ma pure di buona volontà, nemmeno in quell'occasione, era capace di realizzare un cerchio (tondu) come si deve.

Lo scherno, quindi, gli cadeva addosso e l'incapace, non poteva nemmeno dettare scuse o palesare titubanze sul... design. Giusepèn sa che io non ero a quei livelli, ma, in fatto di disegno, proprio mi definivo un incapace... salvo poi "inventare" il marchio commerciale della "mela-mozzicata".

In terza Commerciale (quasi 14 anni), il Professore di Disegno (Dr.Paoloni) era avvezzo (una volta al mese) farci disegnare una "natura morta" che dovevamo portare da casa. Una volta era un fiore, un'altra un oggetto, tipo il "vasetto vuoto della marmellata" e, un'altra... la MELA!

Mamma aveva letto sul diario, l'avviso e mi aveva preparato in borsa (quella specie di zaino, in voga allora), una mela rossa-purpureo, dalle dimensioni quasi grottesche, stupenda da vedere, che quasi ti … invocava …..MANGIAMI - l'ora di Disegno era alla "terza" e per tutte le prime due ore, il mio pensiero era proprio rivolto a quella …. magnificenza di natura. Ed eccoci alla spiegazione del Prof. Paoloni sulle potenzialità della frutta ed in fattispecie, la mela. E noi ragazzi, "uscimmo dallo zaino" la MELA, predisposta, ciascuno dalla propria mamma. Silenzio (quasi) tombale e tutti noi, pronti a dar sfogo alle nostre capacità ritrattistiche. Solo che per una mezzora, il "conflitto" tra la mela e me, era contenuto, poi la.. gola... ha prodotto il resto. Guardo per l'ennesima volta la mia-mela, la giro e la rigiro, dentro il palmo della mano, poi... "zac", una morsicata rumorosa che ha attirato l'attenzione dei compagni e... quella del Prof. Paoloni - il suo sguardo indagatore, vuole conoscere il motivo del mio gesto. Ed io, innocente e rispettoso, rispondo con... "volevo disegnarla così, col morso che faceva notare la bontà di quel frutto, affinchè si sappia che... la frutta fa star bene". E così fu: per non smentirmi ho disegnato la "mela morsicata" che mi valse una... nota, ma che ebbi l'intelligenza di brevettare... quell'opera d'arte che, ai giorni nostri, in "diritti d'autore" mi avrebbe valso una fortuna.

Siccome poi, al "danno" si aggiunge la "beffa", il Prof. Paoloni, nel suo gergo-romantico, aggiunse "il voto che ti meriti, Marcora, per il tuo disegno, è DUE, ma ti metto QUATTRO per salvarti la media" - quanto ho sognato, negli anni a venire, di mostrare al Prof. l'opera prima di un marchio che ha invaso "il mondo" e che (come succede agli "inventori") avevo realizzato per caso e per il piacere di quella "morsicata" benedetta!

Gianluigi Marcora

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