La sicurezza a Gallarate, non più riferita alla sola area della stazione, e è sempre una questione sentita (e pubblicamente denunciata) da residenti, famiglie, commercianti e cittadini. A raccogliere questa preoccupazione è FediCons, associazione a tutela dei consumatori, attraverso il presidente regionale Luigi Bassani, che negli ultimi tempi ha ricevuto un numero crescente di segnalazioni relative a episodi di degrado, disturbo, comportamenti aggressivi e situazioni di disagio diffuse in più punti della città.
Bassani sceglie di intervenire con toni fermi ma costruttivi, senza puntare il dito contro alcuno, rivolgendosi all’intera amministrazione comunale e ribadendo la disponibilità dell’associazione a collaborare con istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e realtà sociali cittadine.
«Non vogliamo alimentare sterili polemiche o intervenire per partito preso. Il nostro intento è dare voce a una preoccupazione reale, che arriva da un numero sempre maggiore di cittadini gallaratesi. Quando una persona anziana, una famiglia o una donna iniziano ad avere timore di attraversare il centro della propria città, il problema non può essere liquidato come semplice percezione».
Un disagio che dalla stazione si è allargato al centro
Secondo FediCons, il tema della sicurezza percepita non riguarda più soltanto l’area della stazione, da tempo considerata una delle zone più delicate della città, ma si è progressivamente esteso a buona parte del centro storico.
Le segnalazioni raccolte riguardano in particolare via Cavour, via Milano, piazza San Lorenzo, piazza Risorgimento, piazza Libertà, l’area pedonale, via San Giovanni Bosco fino alle scuole Dante Alighieri, via Don Minzoni e via Carlo Noè, con particolare attenzione alla zona del supermercato aperto 24 ore su 24, dove nelle ore notturne la situazione viene descritta come particolarmente critica.
A preoccupare i cittadini è soprattutto la presenza di gruppi extracomunitari, ma anche di giovani che stazionano in modo continuativo, spesso con atteggiamenti provocatori, rissosi o intimidatori. Compagnie comunemente indicate come “maranza”, che in alcuni casi sembrano cercare volutamente il pretesto per creare tensione o attaccare briga.
«Non si tratta di criminalizzare gli stranieri e i giovani né di fare generalizzazioni. Ma esistono comportamenti che rendono invivibili alcuni luoghi e che allontanano le persone perbene. Il centro di Gallarate deve tornare a essere uno spazio aperto, frequentato, accogliente e sicuro per tutti».
Il primo nodo: rafforzare l’organico della polizia locale
Per Bassani, il primo intervento urgente riguarda l’organico della polizia locale. Pur comprendendo le difficoltà di bilancio che ogni amministrazione è chiamata ad affrontare, FediCons ritiene necessario avvicinarsi progressivamente al rapporto previsto di un agente ogni mille abitanti.
Un tema che non è solo numerico, ma operativo. La presenza effettiva sulle strade deve infatti fare i conti con ferie, malattie, riposi, turni e con il fatto che solo una parte del personale oggi disponibile è abilitata ai servizi esterni rispetto alle attività svolte all’interno del comando.
«Sappiamo bene che il bilancio comunale impone scelte complesse e che non esistono soluzioni immediate. Ma se la sicurezza è una priorità, il rafforzamento della polizia locale deve diventare uno degli obiettivi principali. Senza un organico adeguato, anche le migliori intenzioni rischiano di restare sulla carta».
Presidio in centro e pattugliamento a piedi: una scelta da rendere stabile
FediCons guarda con attenzione al trasferimento del comando della polizia locale in via Aleardi e all’annunciata apertura di un presidio in centro, a Palazzo Broletto. Una scelta che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe consentire di ripristinare in modo stabile il pattugliamento a piedi del centro storico.
Bassani accoglie positivamente questa prospettiva, ma sottolinea la necessità che il presidio non resti un intervento occasionale o limitato nel tempo.
«Crediamo nelle parole spese dall’amministrazione e auspichiamo che il presidio in centro diventi davvero uno strumento quotidiano di presenza, ascolto e prevenzione. Il pattugliamento a piedi è il primo deterrente contro la presenza fissa dei soliti noti. Deve diventare una buona abitudine nell’arco dell’intera giornata, non un servizio penalizzato dalle carenze di organico».
Il problema della sera e dei fine settimana
Il pattugliamento a piedi, per sua natura, potrebbe però non essere sufficiente ad affrontare il problema nelle ore serali e nei fine settimana, quando molte delle situazioni più critiche tendono ad accentuarsi.
Per questo FediCons invita a valutare un programma di presenze coordinate con le altre forze dell’ordine, soprattutto nelle zone più calde della città.
L’obiettivo non è militarizzare il centro, ma garantire una presenza visibile, costante e rassicurante. «La divisa, quando è presente nei luoghi giusti e nei momenti giusti, ha un effetto preventivo importante. Una presenza fissa e coordinata nelle aree più delicate potrebbe limitare molti comportamenti scorretti e, allo stesso tempo, invogliare cittadini e famiglie a tornare a frequentare il centro anche la sera».
Il riferimento è in particolare a piazza Risorgimento, piazza Libertà, la zona pedonale, l’asse verso la stazione e l’area di via Carlo Noè, dove dopo le 23 la presenza di gruppi molesti viene percepita da molti cittadini come un vero fattore di allarme.
Illuminazione, degrado e vivibilità urbana
Nel ragionamento sulla sicurezza, Bassani richiama anche il tema della cura dello spazio pubblico. In alcune aree centrali, la scarsa illuminazione contribuisce ad aumentare la sensazione di insicurezza. Secondo le segnalazioni raccolte, diversi punti del centro risultano poco illuminati, e anche piazza Libertà, cuore della città, viene percepita nelle ore serali come troppo buia.
A questo si aggiunge il degrado presente in alcune zone, in particolare nell’area della stazione e in piazza Risorgimento, dove la condizione del verde pubblico viene descritta come particolarmente critica.
«Un luogo trascurato comunica abbandono. E dove lo spazio pubblico appare dimenticato, è più facile che si concentrino comportamenti legati al chiasso, al consumo di alcol, al bivacco e al disturbo. Illuminazione, pulizia, manutenzione e decoro non sono aspetti secondari: sono parte integrante della sicurezza urbana».
Il conto lo pagano cittadini, famiglie e attività commerciali
La situazione incide anche sulla frequentazione del centro. Fino a pochi anni fa, soprattutto nel periodo estivo, il centro storico di Gallarate rappresentava un punto di riferimento per le serate e i fine settimana, anche grazie alla presenza di locali capaci di richiamare persone da tutta la città e dai comuni vicini.
In questo caso, Bassani, interviene in qualità di segretario territoriale di Unsic: «La presenza costante di gruppi molesti ha contribuito ad allontanare molte persone, penalizzando anche le attività economiche. Alcuni locali della cosiddetta ex movida hanno già chiuso definitivamente, mentre altri continuano a pagare il prezzo di un contesto percepito come meno sicuro e meno attrattivo».
E ancora: «Quando il centro si svuota delle famiglie, delle persone tranquille e dei cittadini che vorrebbero semplicemente uscire per una passeggiata o per bere qualcosa, a perdere è tutta la città. La sicurezza non riguarda solo l’ordine pubblico: riguarda la qualità della vita, il commercio, la socialità e l’immagine stessa di Gallarate».
Una proposta: aprire un tavolo allargato sulla sicurezza urbana
La richiesta di Bassani non si limita a una denuncia. Ma si allarga all’apertura di un confronto ampio, capace di coinvolgere amministrazione comunale, polizia locale, forze dell’ordine, associazioni, commercianti, residenti e realtà sociali.
L’obiettivo è individuare interventi concreti e condivisi: più presidio nelle aree sensibili, migliore illuminazione, manutenzione degli spazi pubblici, contrasto al degrado, coordinamento serale e nei fine settimana, ascolto strutturato delle segnalazioni dei cittadini.
«Come associazione dei consumatori siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo allargato. Non abbiamo la pretesa di avere soluzioni semplici a problemi complessi, ma riteniamo che il primo passo sia riconoscere il disagio e affrontarlo insieme. Gallarate ha le risorse civiche, istituzionali e sociali per reagire».
«Non aspettiamo che accada qualcosa di grave»
Il messaggio conclusivo di Bassani è un invito alla responsabilità condivisa. La sicurezza, sottolinea, non deve essere vissuta come un tema divisivo, ma come un diritto dei cittadini e una condizione indispensabile per la vivibilità della città.
«Non bisogna aspettare che accada qualcosa di grave per intervenire. La sicurezza è un diritto, non un privilegio. E una città sicura è una città che tutela tutti: residenti, famiglie, lavoratori, commercianti, visitatori e anche le persone che vivono situazioni di fragilità. Chiediamo attenzione, presenza e collaborazione. Con rispetto, ma anche con grande preoccupazione».




