Sale l’allerta anche nelle campagne della provincia di Varese, dove l’ondata di caldo e afa sta mettendo sotto pressione allevamenti e coltivazioni. È quanto evidenzia Coldiretti Varese alla luce del bollettino Humidex di Arpa Lombardia, che segnala per i prossimi giorni condizioni di forte disagio da calore su gran parte della regione.
«Anche nel Varesotto le imprese agricole stanno affrontando temperature elevate e condizioni climatiche sempre più difficili da gestire» sottolinea il presidente di Coldiretti Varese, Pietro Luca Colombo. «Il caldo estremo non pesa soltanto sul lavoro quotidiano degli agricoltori, ma incide direttamente sul benessere degli animali e sulla tenuta delle produzioni. È la conferma di come i cambiamenti climatici siano ormai una realtà con cui il settore agricolo è chiamato a confrontarsi ogni giorno».
Nelle stalle della provincia sono entrate in funzione tutte le misure necessarie per limitare gli effetti dell’afa: ventilatori, doccette e sistemi di raffrescamento lavorano a pieno regime, mentre l’alimentazione degli animali viene modificata per aiutarli a sopportare le alte temperature.
«Per gli allevatori – spiega Elena Arrigoni, allevatrice varesina e da poco eletta nel consiglio di Aral, l’Associazione regionale allevatori della Lombardia – questi giorni richiedono un’attenzione continua. Le vacche soffrono particolarmente il caldo: mangiano meno, bevono di più e la produzione di latte tende a diminuire. Per questo nelle stalle manteniamo attivi ventilatori e sistemi di nebulizzazione e rivediamo le razioni alimentari, integrandole con sali minerali e sostanze che aiutano gli animali a reagire meglio alle alte temperature».
Per le bovine da latte, ricorda Coldiretti Varese, la temperatura ideale è compresa tra i 22 e i 24 gradi. Oltre questa soglia aumentano le situazioni di stress termico, con ripercussioni sul benessere animale e sulla produttività.
«Dietro queste misure – aggiunge Arrigoni – c’è anche un aumento dei costi aziendali. Il consumo di acqua ed energia cresce sensibilmente e diventa sempre più impegnativo mantenere condizioni adeguate all’interno delle stalle. Gli allevatori fanno tutto il possibile per garantire il benessere degli animali, ma è evidente che ci troviamo di fronte a fenomeni che si stanno intensificando anno dopo anno».
L’attenzione resta alta anche per le coltivazioni, mentre le riserve idriche lombarde risultano inferiori del 26% rispetto alla media e il progressivo abbassamento dei livelli dei corsi d’acqua rappresenta un elemento di preoccupazione in vista del prosieguo dell’estate.




