Busto Arsizio - 19 giugno 2026, 13:52

La torre idrica di via Monterosa si è liberata dall’armatura: restauro completato

Le impalcature imbrigliavano l’edificio, un riconoscibile pezzo di storia bustocca, da aprile 2025. Agesp ha completato i lavori per rimediare alle infiltrazioni che affliggevano la struttura di fine Ottocento, un progetto firmato dall’ingegner Giuseppe Villoresi, figlio dell'uomo che «...portò il mare a Milano»

La torre come si presenta oggi e, nel riquadro, come si presentava nella primavera 2025

La torre come si presenta oggi e, nel riquadro, come si presentava nella primavera 2025

I tempi si sono dilatati ma alla fine la torre idrica di via Monterosa si è liberata dalle impalcature che la imbrigliavano da aprile 2025. Costruzione sottoposta a vincolo della Sovrintendenza, con ambizioni estetiche sconosciute alla maggior parte delle strutture simili, edificio riconoscibilissimo e caratterizzante della zona compresa tra centro, rione San Giuseppe e Tribunale, la torre, pur essendo in pensione dalla fine degli anni Settanta, aveva bisogno di una corposa sistemata. Agesp ha completato l’intervento conservativo, ponendo rimedio a infiltrazioni dalla copertura (rifatta), con lavori il cui importo era quantificato in 130mila euro.

La costruzione della torre risale a un periodo, la seconda metà dell’Ottocento, caratterizzato da una forte espansione demografica e urbanistica. L’edificio, oltre a garantire una notevole riserva d’acqua, serviva a mantenere la pressione del sistema idrico in una zona della città vivace, in fermento. Busto, si legge nella documentazione a corredo del progetto, presentava un tessuto  «…già servito da una sede ferroviaria, tracciata nel 1857, allora parte della Ferrovia Mediterranea. La torre piezometrica rientra tra i capisaldi dello sviluppo infrastrutturale della città, dal momento che venne edificata nel 1897, nelle prossimità dell'attuale viale Duca d'Aosta, l'asse viario più importante».

Il progetto della torre, alta 25 metri, porta la firma dell’ingegner Giuseppe Villoresi, figlio di Eugenio, ideatore del canale, appunto, Villoresi. La voce di Wikipedia dedicata alla storia di Busto, peraltro, indica come artefice lo stesso Eugenio, l’uomo che “portò il mare a Milano”, ma la morte di Villoresi senior nel 1879 rende questa attribuzione complicata.

Quel che è certo è che la torre svolse il suo servizio per decenni, fino quasi agli anni Ottanta del Novecento: «La gestione dell’impianto era garantita  dalla Società  per la Condotta dell'Acqua di Busto Arsizio, fondata nel 1896 e di cui era presidente l’ing. Giuseppe Introini. Solo in un secondo tempo la società divenne di proprietà comunale, per essere, nel 1948, affidata alla società Municipalizzata Agesp».

S.T.

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