Territorio - 13 giugno 2026, 20:23

Don Nicolò è sacerdote. Dairago in festa per il “suo” nuovo prete

Nicolò Frattolillo è stato ordinato dall’arcivescovo Mario Delpini. Questa mattina la festa fuori dal Duomo di Milano, domani quella nel suo paese, con la prima messa

È festa a Dairago per Nicolò Frattolillo. Anzi, per don Nicolò Frattolillo, ordinato sacerdote questa mattina nel Duomo di Milano dall’arcivescovo Mario Delpini (leggi qui la sua storia).
E il paese sta già festeggiando il 36enne: questa sera la “sua” parrocchia di San Genesio ha organizzato per lui un concerto al Cineteatro Paolo VI all'oratorio. Domani alle 10 la preghiera in Madonna in Campagna, con il "corteo festoso" verso la chiesa parrocchiale dove il neo-sacerdote dirà la sua prima messa alle 10.30.

È stata una giornata speciale per la famiglia Frattolillo – conosciutissima a Dairago e nel territorio per l’enoteca e il ristorante “Cielo e Vino” – ovviamente presente a Milano, compresi i nipotini Carlotta e Federico.
Oltre a Nicolò, l’ordinazione ha riguardato altri undici seminaristi della Diocesi di Milano e un missionario del Pime.

L’omelia

Monsignor Delpini ha aperto l’omelia con una provocazione: «Noi, gente del buon senso e facili al giudizio, siamo inclini a dare consigli persino al Signore. E quindi forse ci viene da suggerire a Gesù: ma perché non hai scelto uomini migliori, più intelligenti, più virtuosi, più adatti?». In un Duomo gremito di fedeli, la riflessione dell’arcivescovo, riferita tanto ai primi discepoli di Gesù quanto ai nuovi sacerdoti, ha sottolineato che Cristo «suggerisce di interpretare questo nostro essere inadeguati non come una obiezione alla missione, non come una motivazione o una scusa per la mediocrità, ma come una condizione propizia per essere discepoli, sempre discepoli, ancora discepoli, sempre incaricati di mettersi a servizio dell'incontro con Lui».

In un mondo in cui si registra «un diffuso scoraggiamento a proposito della capacità di conoscere Dio – ha proseguito monsignor Delpini – ed è documentata l'inclinazione a immaginare un “Dio secondo me”», la missione di questi nuovi sacerdoti si rivolge «a tutti coloro che sono smarriti, a tutti coloro che non sanno che cosa fare, dove andare, come vivere in una complessità scoraggiante, di fronte a prospettive minacciose. Questi nostri fratelli, ha concluso l’arcivescovo, «sono inadeguati alla missione, come del resto siamo tutti noi, eppure sono decisi a fare della missione il tutto della loro vita perché Cristo è tutto per loro».

Sotto, una foto dei preti novelli con l'arcivescovo subito dopo l'ordinazione (credits: ITL/Cherchi)

I festeggiamenti

Al termine della celebrazione, all’esterno del Duomo si è svolto il tradizionale momento di festa che ha riunito familiari, amici, compagni di Seminario e numerosi fedeli provenienti dalle comunità nelle quali i neo-sacerdoti hanno prestato servizio durante il loro percorso formativo.
Immancabile il tradizionale “lancio del prete”, a cui Nicolò Frattolillo non ha potuto sottrarsi. Per lui lo striscione «Follow the don Lillo». E saranno sicuramente in tanti a “seguire” il sacerdote nel suo nuovo cammino.

Redazione

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