Il cortile della scuola dell'infanzia «Ezio Crespi» si è trasformato, per una sera, in uno studio televisivo speciale. Martedì sera, 9 giugno, si è tenuta la festa di fine anno scolastico, ribattezzata per l'occasione «La Crespivisione - La buona televisione accende la mente». Tra grandi pannelli colorati a forma di televisori vintage che raccoglievano le foto dei momenti più belli vissuti durante l'anno, canzoni, giochi e una pioggia di coriandoli colorati lanciati sotto un grande paracadute multicolore, l'evento ha celebrato la fine dell'anno scolastico. Ma quest'anno, l'atmosfera di festa portava con sé un velo di dolce malinconia: è stata infatti l'ultima festa di fine anno prima del passaggio formale della scuola alla gestione pubblica, un cambiamento che dal prossimo anno scolastico porterà all'avvicendamento dello storico corpo docente.
Nessuno spazio per le polemiche, solo spazio per l'affetto. Lo hanno dimostrato i genitori, appendendo alla cancellata e nel cortile striscioni che dicono tutto: «Ci vuole un cuore grande per insegnare alle piccole menti! Grazie maestre del Crespi!» e ancora, richiamando l'immagine di un rocchetto di cotone rosso, «Se ci dovessimo mancare tireremo il filo legato al nostro cuore».
«Non solo una festa, ma un inno alla nostra famiglia allargata»
Le maestre hanno voluto raccogliere questo immenso abbraccio colorato e tradurlo in un pensiero condiviso, che fotografa lo spirito con cui hanno vissuto questa serata e l'intero percorso educativo in via Bellini.
«Questa sera la festa della Scuola Ezio Crespi non è stata solo una semplice festa», spiegano le insegnanti. «È stato un inno alla nostra comunità educante, formata da maestre, bambini, genitori, nonni… in un’unica parola Famiglia. È proprio questo il valore sul quale abbiamo costruito anni di tradizione del Crespi. Chi ha avuto il piacere di entrare nel nostro mondo sa che è entrato a fare parte di una grande famiglia allargata, che c’è sempre stata, nei giorni felici e in quelli più tristi, e che mai si dimenticherà delle persone che ne hanno fatto parte».
Trent'anni di storia e dedizione
Il pensiero delle maestre corre poi a ritroso nel tempo, per ricordare chi ha posato i mattoni di questa realtà educativa, mantenendo viva l'ispirazione cristiana e salesiana che ha sempre caratterizzato l'asilo.
«Tanti volti hanno contribuito al nostro successo», continuano le maestre, «sicuramente tutte le insegnanti passate in questi trent'anni, e poi l’indimenticabile don Claudio, la super suor Carla Bonetti e l’instancabile suor Morena Maggioni. Tutti insieme, con grande fatica ma anche con grande soddisfazione, abbiamo dato vita ad un esempio di comunità che ha saputo suscitare l’ammirazione di tanti. Quindi grazie, è stato per noi un onore aver contribuito al successo di tutto questo. Vi porteremo sempre nel cuore».
La transizione verso la gestione statale avvierà un nuovo capitolo tecnico e amministrativo per la scuola di via Bellini, ma la serata di martedì ha dimostrato che la traccia lasciata da questa comunità educante va oltre i cambi di gestione. Quel «filo rosso» teso tra il cuore delle maestre e quello dei bambini è ormai tracciato, e i coriandoli rimasti sul pavimento del cortile ne sono stati la testimonianza più gioiosa.












