Da settimane, negli ambienti politici, quasi non si parla che di Futuro Nazionale, la creazione di Roberto Vannacci che ancora non è formalmente un partito. Lo diventerà in questo fine settimana, al termine dell’assemblea costituente in corso oggi e domani a Roma.
Sono 21 i delegati che hanno raggiunto la capitale dalla provincia di Varese. Sul palco dell’Auditorium della Conciliazione sono saliti anche il consigliere regionale gallaratese Luca Ferrazzi e il varesino Daniele Parisi, in procinto di rappresentare la Lombardia nel comitato nazionale del partito.
Ferrazzi: «Qualcosa è cambiato»
«Mi vorrebbe da dire che dal 26 maggio, quando Roberto Vannacci è venuto al Pirellone, qualcosa è cambiato». Così ha esordito Ferrazzi nel proprio intervento, precisando che in Lombardia «noi non stiamo parlando ai crocicchi, ai capibastone, noi ci stiamo rivolgendo al popolo. Non siamo andati a parlare con i rappresentanti delle categorie. Sono adesso i loro iscritti che dicono loro che devono parlare con Futuro Nazionale, con Roberto Vannacci. Questo è lo splendido risultato che stiamo ottenendo».
E Ferrazzi ha anche comunicato che le truppe del Generale sono destinate ad ampliarsi: «Credo che da lunedì le pagine si riempiranno di nuove adesioni di tanti ex sindaci, di tanti rappresentanti dei partiti locali, in particolare della mia provincia di Varese e di tutta la Lombardia».
Parisi: «Sbaragliare il campo economico»
I delegati varesini presenti alla costituente hanno sostenuto compattamente Parisi per l’elezione di un rappresentante della Lombardia nel comitato nazionale del partito.
«L'Italia è stata imprigionata e chiusa in un guscio dai nostri antagonisti europei e, da principessa che era nell'ultimo ventennio del secolo scorso, ci hanno relegato a Cenerentola grazie alla complicità di politici traditori venduti alle lobby di potere internazionale», ha detto dal palco il varesino.
«Al di là dei temi della remigrazione, della sicurezza e della giustizia che sono ben a fuoco nel nostro partito - ha proseguito - l'obiettivo più importante che cambierebbe il quadro della nazione e demolirebbe la becera concorrenza politica chiusa in una vecchia stanza senza finestre, è quello di sbaragliare il campo economico-finanziario e ridonare a questo Paese ricchezza e floridità. L'Italia è da sempre la culla di qualsiasi cosa che ha segnato il progresso, la civiltà e la cultura. È eccellenza in tutti i settori, siamo superiori a tutti. Il punto è che ci hanno drogato di modesta».