Politica - 13 giugno 2026, 22:37

Delegati varesini a Roma per la nascita di Futuro Nazionale: «Noi parliamo al popolo»

Sono 21 i partecipanti che hanno raggiunto la capitale dalla nostra provincia. Sul palco dell’Auditorium della Conciliazione sono saliti anche il consigliere regionale gallaratese Luca Ferrazzi, che annuncia nuove imminenti adesioni, e il varesino Daniele Parisi, in procinto di rappresentare la Lombardia nel comitato nazionale del partito

Da settimane, negli ambienti politici, quasi non si parla che di Futuro Nazionale, la creazione di Roberto Vannacci che ancora non è formalmente un partito. Lo diventerà in questo fine settimana, al termine dell’assemblea costituente in corso oggi e domani a Roma.
Sono 21 i delegati che hanno raggiunto la capitale dalla provincia di Varese. Sul palco dell’Auditorium della Conciliazione sono saliti anche il consigliere regionale gallaratese Luca Ferrazzi e il varesino Daniele Parisi, in procinto di rappresentare la Lombardia nel comitato nazionale del partito.

Ferrazzi: «Qualcosa è cambiato»

«Mi vorrebbe da dire che dal 26 maggio, quando Roberto Vannacci è venuto al Pirellone, qualcosa è cambiato». Così ha esordito Ferrazzi nel proprio intervento, precisando che in Lombardia «noi non stiamo parlando ai crocicchi, ai capibastone, noi ci stiamo rivolgendo al popolo. Non siamo andati a parlare con i rappresentanti delle categorie. Sono adesso i loro iscritti che dicono loro che devono parlare con Futuro Nazionale, con Roberto Vannacci. Questo è lo splendido risultato che stiamo ottenendo».

E Ferrazzi ha anche comunicato che le truppe del Generale sono destinate ad ampliarsi: «Credo che da lunedì le pagine si riempiranno di nuove adesioni di tanti ex sindaci, di tanti rappresentanti dei partiti locali, in particolare della mia provincia di Varese e di tutta la Lombardia».

Parisi: «Sbaragliare il campo economico»

I delegati varesini presenti alla costituente hanno sostenuto compattamente Parisi per l’elezione di un rappresentante della Lombardia nel comitato nazionale del partito.

«L'Italia è stata imprigionata e chiusa in un guscio dai nostri antagonisti europei e, da principessa che era nell'ultimo ventennio del secolo scorso, ci hanno relegato a Cenerentola grazie alla complicità di politici traditori venduti alle lobby di potere internazionale», ha detto dal palco il varesino.

«Al di là dei temi della remigrazione, della sicurezza e della giustizia che sono ben a fuoco nel nostro partito - ha proseguito - l'obiettivo più importante che cambierebbe il quadro della nazione e demolirebbe la becera concorrenza politica chiusa in una vecchia stanza senza finestre, è quello di sbaragliare il campo economico-finanziario e ridonare a questo Paese ricchezza e floridità. L'Italia è da sempre la culla di qualsiasi cosa che ha segnato il progresso, la civiltà e la cultura. È eccellenza in tutti i settori, siamo superiori a tutti. Il punto è che ci hanno drogato di modesta».

Riccardo Canetta