Nella giornata di ieri la polizia di Stato di Varese ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal gip del Tribunale di Varese nei confronti di tre persone, tutte maggiorenni, di cui due uomini di nazionalità italiana e una donna di cittadinanza salvadoregna, senza fissa dimora e pluripregiudicati, risultati autori di una serie di violente rapine commesse, sempre in orario serale o notturno, nell’area del centro pedonale cittadino, nei primi dieci giorni dello scorso febbraio.
Le misure sono il risultato di una attività di indagine condotta, nell’immediatezza dei fatti, dagli operatori della Squadra Mobile della Questura di Varese che ha portato all’individuazione ed al deferimento alla competente autorità giudiziaria dei tre soggetti riconosciuti materiali autori di tre rapine aggravate perpetrate in Varese nella tarda serata del 1° febbraio scorso, dell'11 e del 13 dello stesso mese ai danni di tre differenti persone avvicinate casualmente e, in seguito, senza alcuna ragione, violentemente aggredite con calci, pugni e, in due occasioni, anche con una bottiglia utilizzata come arma impropria, tutte condotte finalizzate ad impossessarsi di portafogli, telefoni cellulari e carte di debito/credito delle vittime.
In una specifica occasione la giovane vittima, anche in questo caso avvicinata in orario ampiamente notturno, dopo essere stata inizialmente percossa e derubata del portafogli, sotto ulteriore minaccia veniva costretta anche a raggiungere la sede della sua banca, nel centro città, e a prelevare la somma di 100 euro da consegnare ai suoi aguzzini per non subire ulteriori conseguenze.
A uno dei tre arrestati è contestato anche il furto dell’autovettura della sua ex convivente, ed il successivo furto di benzina presso un distributore, macchina che veniva poi ceduta agli altri due co-indagati, pienamente consapevoli della provenienza delittuosa del veicolo, ai quali è stato pertanto contestato anche il reato di ricettazione.
La successiva capillare analisi dei filmati realizzati da diverse telecamere del centro cittadino nonché gli ulteriori approfondimenti investigativi svolti nell’immediatezza dagli operatori della Sezione “Antirapina” della Squadra Mobile di Varese, hanno consentito la puntuale ricostruzione di tutti gli episodi contestati, con contestuale attribuzione ad ognuno degli autori di tali ruoli e condotte, quadro indiziario pienamente condiviso dal pubblico ministero e dal gip del Tribunale di Varese che ha disposto per tutti gli autori dei fatti la misura cautelare della custodia in carcere.




