Economia - 08 giugno 2026, 15:28

Grandi eventi sportivi, alla Liuc il confronto tra accademici ed esperti: «La sfida è generare benefici economici duraturi»

«La buona riuscita di un evento rafforza l’immagine positiva dell’Italia nel mondo» e lascia infrastrutture, opportunità e sviluppo. Al convegno della Liuc esperti, accademici e rappresentanti del mondo sportivo hanno evidenziato come i grandi appuntamenti non siano solo spettacolo e medaglie, ma motori di crescita economica, sostenibilità e inclusione sociale

Non sono soltanto spettacolo, medaglie e record. I grandi eventi sportivi rappresentano oggi una leva strategica per la crescita economica, la trasformazione urbana e la promozione dell’inclusione sociale. È il messaggio emerso con forza dal convegno “I grandi eventi come fattore di sviluppo economico e territoriale”, ospitato lunedì 8 giugno all’Università Liuc di Castellanza, dove docenti, professionisti e rappresentanti delle istituzioni sportive si sono confrontati sulle opportunità e sulle sfide legate alle grandi manifestazioni.

Ad aprire i lavori è stata Valentina Lazzarotti, direttore della scuola di economia e management della Liuc che ha sottolineato come l’università creda fortemente nello sport come terreno di sviluppo delle competenze manageriali. «Milano-Cortina rappresenta un esempio concreto di quanto un grande evento possa generare un importante impatto economico e infrastrutturale. Ma dietro questi appuntamenti c’è una notevole complessità organizzativa e gestionale. Come università vogliamo formare professionisti capaci di affrontare queste sfide manageriali», ha spiegato.

Sul tema dell’eredità lasciata dagli eventi sportivi si è soffermato Marco Riva, presidente del Coni Lombardia. «Lo sport coinvolge numerose professioni e ambiti che spaziano dall’integrazione sociale all’ambiente. Per questo servono persone preparate e competenti», ha affermato. Riva ha ricordato il valore internazionale di Milano-Cortina e il ritorno d’immagine ottenuto da Milano, dalla Lombardia con località come Bormio e Livigno, ma anche dal Trentino e dal Veneto. «La buona riuscita di un evento contribuisce a rafforzare l’immagine positiva dell’Italia nel mondo». Non solo promozione, però. I grandi eventi, secondo il presidente del Coni Lombardia, lasciano in eredità infrastrutture e impianti destinati a vivere anche dopo la conclusione delle competizioni, come l’anello del ghiaccio nell’area fieristica di Rho, gli impianti per hockey e pattinaggio e il Forum di Assago, strutture in grado di attrarre ulteriori manifestazioni internazionali. Un patrimonio che, insieme ai successi degli atleti, può spingere i giovani ad avvicinarsi allo sport. «La storia di campioni come Federica Brignone dimostra che con passione e perseveranza si possono superare gli ostacoli».

L’importanza dello sport come fenomeno multidisciplinare è stata evidenziata dalla professoressa Patrizia Tettamanzi. «La Liuc è un’università che unisce economia e ingegneria e lo sport si inserisce sia come professione sia come driver della sostenibilità», ha osservato. Lo sport, secondo la docente, favorisce la collaborazione tra discipline diverse, crea unione e contribuisce a costruire una maggiore omogeneità sociale. Un settore sul quale anche l’attività di ricerca dell’ateneo è particolarmente attiva, con un’attenzione specifica al legame tra sport, salute e sostenibilità.

Di sostenibilità come metodo di lavoro ha parlato il professor Giorgio Venturini. «Lo sport è una vera e propria palestra di formazione. Allena alla disciplina, al rispetto delle regole, alla competizione leale e alla responsabilità». Per Venturini, la sostenibilità non deve essere considerata un semplice obiettivo finale, ma una lente strategica attraverso cui pianificare, gestire e valutare ogni progetto. Un approccio che può essere applicato tanto dai giovani quanto dagli adulti e che diventa indispensabile in un settore sempre più complesso come quello sportivo. «Lo sport è un’industria che può dare grandi soddisfazioni, ma richiede competenze specifiche».

La dimensione sociale della sostenibilità è stata invece al centro dell’intervento della professoressa Valentina Minutiello. Lo sport, ha spiegato, non può essere ridotto esclusivamente alla competizione. «È un linguaggio condiviso che permette di superare le diversità e valorizzare il potenziale delle persone». Un potente strumento di inclusione e di empowerment, capace di favorire lo sviluppo di competenze, l’autonomia individuale e il benessere. In quest’ottica, l’impatto dei grandi eventi va ben oltre la ricaduta economica: possono incentivare la partecipazione delle comunità locali, diffondere messaggi di rispetto e inclusione e migliorare l’accessibilità degli spazi urbani.

La parola è poi passata al professor Enrico Flavio Giangreco, che ha evidenziato come la sostenibilità sia ormai un elemento centrale nella pianificazione di ogni grande evento. Manifestazioni di questo tipo possono aumentare la visibilità internazionale di un territorio, stimolare il turismo, promuovere cultura e tradizioni locali, favorire processi di rigenerazione urbana e attrarre investimenti. Tuttavia, ha ricordato il docente, negli ultimi decenni non sono mancati esempi di spreco di risorse e di impianti abbandonati dopo l’evento. «La sfida è generare benefici economici duraturi, evitando investimenti eccessivi e realizzando infrastrutture realmente utili anche nel lungo periodo». Quando progettati in modo sostenibile, i grandi eventi diventano quindi strumenti di competitività territoriale, capaci di rafforzare identità, attrattività e sviluppo.

La seconda parte del convegno ha approfondito ulteriori aspetti legati al settore sportivo. Marco Valeri dell’Area Studi Mediobanca ha presentato una fotografia dell’industria italiana dello Sport&Outdoor, mentre Edoardo Ginevra, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, ha illustrato il ruolo della governance e della consulenza professionale nei grandi eventi. Carla Trotti, presidente dell’Odcec di Busto Arsizio, ha affrontato il tema del bilancio di sostenibilità come strumento di rendicontazione, seguita dall’avvocata Paola Pezzali, che ha analizzato gli impatti della riforma del lavoro sportivo. Infine Davide Casetti ha approfondito il rapporto tra sport e sostenibilità attraverso il progetto RS21 Italian Class, focalizzato sulla certificazione e sulla misurazione delle performance.

Laura Vignati

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