Busto Arsizio - 05 giugno 2026, 10:22

«Le battaglie per la Polizia locale? Noi i pionieri, da soli a guidare scioperi e agitazioni»

Fausto Sartorato rivendica anni di impegno per gli agenti del Comando di Busto alla guida di Adl e di precedenti sigle dei sindacati di base

«Vorrei sapere dov’erano gli altri sindacati quando noi nel 2008 abbiamo iniziato la battaglia per far applicare l’articolo 208 alla Polizia locale di Busto. Vorrei sapere dov’erano quando noi facevamo lo sciopero come settore della Polizia locale. Quando noi siamo scesi in piazza perché mancava il personale. Quando noi abbiamo fatto queste battaglie non c’era nessuno».

A dirlo è Fausto Sartorato, dirigente sindacale di Adl, dopo alcuni interventi sulla stampa di altre sigle (in particolare a seguito della conferenza stampa del Csa).
Sartorato rivendica battaglie e risultati ottenuti con Adl e con altri precedenti sindacati di base. «Allora eravamo soli – afferma –. Adesso si chiede di aumentare gli stanziamenti, e voglio vedere se l'amministrazione sarà disponibile a tirar fuori altri soldi. Non è che io non sia d’accordo, ovviamente. La mia proposta è anzi di dare l’indennità a tutto il personale, a tutti i 400 dipendenti, a parte le posizioni organizzative».

A proposito dell’aumento della quota percentuale destinata agli agenti prevista dall’articolo 208 del Codice della strada, che disciplina la destinazione dei proventi delle sanzioni, Sartorato avverte: «È un argomento molto delicato, è un attimo che la gente dica “questi fanno le multe perché devono prendere l’indennità”. Non deve passare questo messaggio. Il 50 per cento dei proventi serve per l'assistenza e la previdenza degli appartenenti al corpo. L'amministrazione deve solo mettere un budget e destinarlo a questo settore, senza intaccare altro».

Un tema di cui, dice il sindacalista, Adl e le precedenti sigle di base che ha guidato a Busto si sono lungamente occupati: «Quante volte sono andato a Varese alla direzione provinciale del lavoro… - ricorda –. Mi fa piacere che adesso finalmente ne parlino anche altri, però prima non c'era nessun altro a farlo. Cito, per fare un esempio, il buono pasto del turno serale, che ha un nome e un cognome, il mio. Perché avevo portato avanti io questa battaglia, ottenendo un contratto decentrato apposito. Un impegno che con fatica abbiamo portato a casa. È un bene che adesso anche altri si prendano questi oneri, però non bisogna dimenticare chi sono stati i pionieri di queste battaglie. Dal 2008, scioperi e agitazioni li abbiamo fatti noi, arrivando anche a toccare una partecipazione del 98 per cento del personale».