Le conseguenze dei forti temporali che hanno interessato la nostra zona nella giornata di ieri, martedì 2 giugno, hanno evidenziato come in molte aree le infrastrutture non siano più in grado di fronteggiare in maniera efficace questo tipo di criticità.
Sottopassaggi, piazze e strade dei paesi e delle città del Bustese, infatti, si sono in poco tempo trasformati in laghi e fiumi; anche Olgiate non è stata risparmiata, e in alcune vie l’acqua ha raggiunto anche i box e le cantine delle abitazioni.
Un fatto che ha portato il segretario della Lega Claudio Cirignano a fare alcune considerazioni: «A Olgiate Olona i cantieri spuntano come funghi – sottolinea Cirignano – ben venga la crescita, ma a questa dovrebbe seguire anche un adeguamento dei servizi e delle infrastrutture.
Le fognature, ad esempio, sono state potenziate in proporzione all'aumento degli abitanti degli ultimi dieci anni?
L'ennesima bomba d'acqua ha mostrato che ci sono ancora molte criticità da affrontare».
Un’affermazione rafforzata anche dalle foto scattate in centro nelle scorse ore: «Questa è via Cadorna, una via centrale del paese – spiega il segretario della Lega – nella foto si vede chiaramente che le fognature riescono a smaltire l'acqua, ma con grande difficoltà, probabilmente anche a causa del diametro insufficiente delle tubazioni.
Di conseguenza, l'acqua fa in tempo a entrare nelle proprietà private, allagando box e cantine prima di essere assorbita dalla rete; è evidente che questo rappresenta un problema infrastrutturale che richiede interventi concreti e una programmazione adeguata.
Oppure anche questo è un problema che deve essere risolto dal Governo centrale a Roma?».

Se i fenomeni atmosferici non si possono controllare, infatti, il discorso è diverso per quanto riguarda le strategie messe in atto per farvi fronte: «I cittadini si chiedono: se il mondo è cambiato, in che modo è cambiata Olgiate Olona? – prosegue Cirignano – Limitandosi a coprire il verde con villette e bifamiliari, attirando sempre più residenti e trasformando progressivamente il paese in un dormitorio? Oppure investendo davvero in servizi, infrastrutture e qualità della vita per chi ci abita?
La crescita di un territorio non si misura dal numero di cantieri aperti o di nuove abitazioni costruite, ma dalla capacità di pianificare il futuro; se aumenta la popolazione, devono aumentare anche la capacità delle reti fognarie, la sicurezza idraulica, la viabilità, i parcheggi, le aree verdi, i servizi pubblici e gli spazi di aggregazione.
Diversamente, il rischio è quello di scaricare sui cittadini le conseguenze di una crescita non accompagnata da investimenti adeguati».
Un quadro che è emerso chiaramente dopo le precipitazioni di ieri: «Le recenti piogge intense hanno semplicemente messo in evidenza problemi che esistono da tempo – conclude Claudio Cirigano – per questo i cittadini non chiedono polemiche o scaricabarile, ma risposte, progetti e interventi concreti.
Perché amministrare significa anche prevedere i cambiamenti e preparare il territorio ad affrontarli, non rincorrere le emergenze quando ormai i danni sono già stati fatti».





