Ieri... oggi, è già domani - 03 giugno 2026, 06:30

“ul fioeu dàa perdiziòn” - “il figlio della perdizione”

Discuto con Giusepèn un passo del Vangelo a firma di Giovanni, l'Evangelista, per una riflessione pacata che riguarda Giuda, l'Iscariota. Cosa ci “azzecca”, questo scritto, col nostro Dialetto Bustocco da strada lo si comprende, leggendo (chi vuole e chi se la sente), l'intera narrazione...

“ul fioeu dàa perdiziòn” - “il figlio della perdizione”

Discuto con Giusepèn, un passo del Vangelo a firma di Giovanni, l'Evangelista, per una riflessione pacata che riguarda Giuda, l'Iscariota. Cosa ci "azzecca" questo scritto, col nostro Dialetto Bustocco da strada, lo si comprende, leggendo (chi vuole e chi se la sente), l'intera narrazione.

Consentitemi un particolare: da qualche anno, sul mio Profilo in FB commento il passo evangelico quotidiano e, ovviamente, ci rifletto sopra; d'accordo col "mio" Teologo a cui invio sempre il mio scritto, eseguo mie personali riflessioni e, l'illustre Teologo è libero di assentire o dissentire con quanto scrivo. E, ovviamente, è libero di pubblicare il suo pensiero, con libera licenza da parte mia. 

Sinora, oltre a visionare su FB (messaggio privato) la corrispondenza fra il Teologo e me, non ho ricevuto "critiche negative"; quindi, da laico, ma da credente, oltre a proseguire nei commenti, ora ne discuto con Giusepèn, considerando la sua età (100 anni) e la mia (80 anni).

Eccoci alle frasi da commentare. L'evangelista Giovanni scrive (20 maggio scorso) "nessuno di loro" (si riferisce sia agli apostoli sia agli astanti che seguono e ascoltano Gesù) "è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, affinchè si compisse, la Scrittura". Chiaro che si tratta di Giuda l'Iscariota che, pur essendo un apostolo, tradì Gesù e lo fece dietro compenso di 30 denari d'argento. Mi chiedo (e lo domando pure a Giusepèn) "non ci fosse stato Giuda, si sarebbe arrivata la Croce?" - non solo - "senza la Croce, sarebbe avvenuta, la Resurrezione?" e, "senza la Resurrezione, Gesù, da umano, avrebbe patito, per poi morire sulla Croce e subito dopo, diventare Figlio?", ma pure "per giungere alla Trinità (Padre, Figlio, Spirito Santo), senza la morte di Gesù, si sarebbe giunti alla Redenzione del mondo?"

Non è che Giusepèn, sia sconcertato da queste domande, ma a riflettere, ci si mette pure lui. Quindi "anca chèl malamenti, al gò a so'mpurtanza" (anche quel cattivaccio (Giuda), ha la sua importanza". Quindi, il "male" non giunge a caso nel destino di credenti e miscredenti. C'è un particolare, da tener presente: Gesù ci ha donato il "libero arbitrio"; quindi è "il mondo" che deve scegliere, da che parte stare. Chi sceglie il Bene, compie la volontà del Padre (Dio è Amore), mentre chi sceglie il male (sottoforma di prevaricazione, dolo, evasione fiscale, concussione, femminicidi, furti, raggiri, guerre, povertà, convenienza e... chi più ne ha, più ne metta), decide di non stare dalla parte di Dio. Ovvio che di esempi non ne faccio: basta leggere la Cronaca, ascoltare la Radio e la TV, documentarsi su tutto ciò che avviene, che la risposta sembra andare dalla parte del male. Ma è sbagliato. Col "libero arbitrio" la strada del Bene è spianata; considerando che "tutti" (Papa compreso) si crede nella Confessione, quindi, incombe il peccato! E ne siamo intaccati!

Giusepèn la mette sulle... Tradizioni, sugli USI, sull'Educazione ricevuta e, da lì si può ben discernere il "Cristiano probo" dalla marea dei cosiddetti cristiani-bigotti che si auto-certificano "giusti e osservanti", ma (Giusepèn dice "te ghe rasòn" secondo me, sono i peggiori testimoni sia del Cristianesimo sia del Cattolicesimo. 

Vale la pena ricordare una frase "moderna" che recita: "dentro una negatività, c'è sempre dentro qualcosa di positivo" L'erroneo invece dell'errore; il pentimento di fronte a una mancanza, il proposito di non offendere più, la... debolezza umana che non deve ricadere nel vizio. 

So che le Azioni valgono più delle Preghiere. Talune "invocazioni" sono eresiache. Si chiede il successo, la vita godereccia, la convenienza, ma occorre prima mettere in rilievo l'Azione del Bene, non solo per noi stessi, ma a favore del prossimo. Poi, chiedere!

Giusepèn mi istiga a pubblicare una "battuta" che (anche secondo me) è eloquente ed è adatta al problema. C'era "uno" che invocava ogni giorno, il Signore di fargli vincere due miliardi di Euro al Super-Enalotto - e l'ha fatto per due mesi interi. Una notte, però, il Signore gli è andato in sogno e gli ha detto: "continui a invocarmi per farti vincere al Super-Enalotto, tu però, gioca la schedina... mettici almeno un tuo impegno".

La "lezione" serve a dire: prima di invocare, pretendere, pregare senza devozione, facciamo qualche azione-buona. Dice il "mio" Teologo: "non serve invocare Dio... Lui sa di cosa abbiamo bisogno nei tempi giusti" - per dire che la Parola del Signore si fonda sull'utilità degli... alberi: prima, con le Azioni di Bene, si formano le radici; poi attraverso il Bene compiuto, si formano i tronchi, i rami e arrivano le foglie e i frutti e, vale la pena (dopo) "implorare" Dio. Lui, non si dimentica, ma qualche "consiglio" lo gradisce... con tutto quello che ha da fare!

Gianluigi Marcora

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU