(Adnkronos) -
Donald Trump furibondo con Benjamin Netanyahu. Secondo quanto riferito da Axios, che cita fonti al corrente del colloquio, il presidente americano avrebbe riversato tutta la sua ira contro il premier israeliano per l'escalation militare in Libano, a causa della quale l'Iran ha minacciato di ritirarsi dai negoziati per la fine della guerra. "Sei un dannato pazzo - quello che Trump avrebbe detto a Netanyahu - Saresti in prigione se non fosse per me, ti sto salvando". E ancora, in un crescendo, "tutti ti odiano adesso, tutti odiano Israele per questo".
Trump ha poi esortato Israele e Hezbollah a cessare i combattimenti "per sempre", dopo aver affermato che entrambe le parti gli avevano promesso una tregua. Sul suo social network Truth Social, ha dichiarato che Hezbollah aveva "accettato di smettere di sparare contro Israele e i suoi soldati. Allo stesso modo, Israele ha accettato di smettere di sparare contro di loro. Vediamo quanto dura, speriamo per sempre!".
Fonti vicine a Netanyahu smentiscono ci sia stato uno scambio di attacchi personali durante il colloquio telefonico con Trump, al termine del quale il presidente americano ha assicurato che le truppe Idf non arriveranno a Beirut. Lo riferisce l'emittente israeliana Channel 12, fornendo precisazioni dopo le indiscrezioni diffuse in precedenza. Secondo lo staff del premier, "contrariamente a quanto riportato dalle fughe di notizie, Trump non ha detto a Netanyahu nulla di personale, né frasi riguardanti il carcere o presunte affermazioni su quanto sia odiato nel mondo".
Le fonti hanno comunque confermato i toni "tesi" della telefonata, incentrata sulle reciproche lamentele per il contenuto dei post pubblicati sui social. Secondo lo staff di Netanyahu, Trump avrebbe espresso irritazione perché dai commenti del premier israeliano emergeva l'impressione che la guerra sarebbe andata avanti senza cambiamenti sostanziali, mentre Netanyahu ha contestato il post del presidente americano da cui sembrava emergere che Israele avrebbe cessato il fuoco su tutti i fronti. Le fonti aggiungono che Trump avrebbe osservato come "sia difficile presentare la posizione di Israele nel mondo e che questo alimenti sentimenti ostili nei suoi confronti".
Intanto le forze israeliane hanno continuano a effettuare attacchi nel Libano meridionale, bombardando con l'artiglieria le vicinanze di Nabatieh e colpendo i villaggi di Shukin e Kafr Tibnit, secondo quanto riportato da al Jazeera. Otto persone sono morte a seguito degli attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo riporta l'agenzia di stampa statale Nna, aggiungendo che nella città di Jebchit, due siriani sono stati uccisi in un attacco al vivaio dove lavoravano. Droni hanno inoltre colpito una motocicletta a Toul e un'auto ad Ansar, uccidendo due persone. L'agenzia ha riferito che il bilancio delle vittime dell'attacco di ieri all'ospedale Jabal Amel di Tiro è salito a quattro morti e 50 feriti. L'ospedale ha subito danni ingenti ai reparti, al parcheggio e agli edifici circostanti. La Nna ha definito il bilancio "preliminare". Aerei da guerra israeliani hanno colpito anche il centro di protezione civile libanese sulla strada per Masil, nella città di Kfarsir, e il quartiere di Kassar al-Zaatar, nella città di Nabatieh, è stato oggetto di un raid aereo.
Gli attacchi dell'Idf, dunque proseguono nel sud del Paese. La capitale, però, viene al momento risparmiata dagli attacchi, almeno finché - parole di Netanyahu - Hezbollah non attaccherà di nuovo obiettivi israeliani. Il primo ministro ha infatti ribadito il concetto: il gruppo deve cessare gli attacchi contro le città e i cittadini israeliani, altrimenti Israele colpirà Beirut.




