Il cielo sopra Busto, in questo lembo di primavera del 2026, si diverte a mescolare i colori con una strana, dolce malinconia. Chi ama il calcio in questa città sa che la bellezza, a volte, si nasconde proprio nelle pieghe dei momenti più difficili. È un dualismo di ombre e luci: da un lato la prima squadra della Pro Patria, costretta ad ingoiare l'amaro calice della retrocessione in Serie D per la seconda volta consecutiva, tra l'incertezza di uffici societari che faticano a trovare una via d'uscita; dall'altro, lo sbocciare improvviso e profumato di una gioventù dorata che porta il nome di Busto sui campi più importanti d'Italia.
Lo scorcio più bello, ovviamente, è quello che guarda sul prato del Mirabello di Reggio Emilia dove sabato pomeriggio si è consumato un piccolo capolavoro di resilienza. I giovani tigrotti della Primavera 3, guidati in panchina da Massimo Sala, hanno alzato al cielo la Supercoppa «Dante Berretti», superando il Latina ai calci di rigore per 5-2 dopo l'1-1 dei novanta minuti regolamentari e diventando, di fatto, campioni d'Italia di categoria. Il gol di Frattini e poi, dal dischetto nei rigori conclusivi, la freddezza di Mattia Colombo hanno fatto esplodere la festa, anche quella della dimissionaria presidentessa Patrizia Testa, proprio nei giorni in cui ha accettato l'offerta di Giancarlo Travagin per la cessione del 51% della società, in attesa che Luca Bassi, titolare del restante 49% attraverso la fiduciaria Finnat, decida se fare all-in o avere un coinquilino nella sede di via Ca Bianca.
Ma se la Pro Patria deve ricostruire i suoi vertici, i frutti seminati anni fa nei campetti della nostra città sono già maturi e profumano d'azzurro.
Kevin Zeroli, centrocampista classe 2005 nato a Busto e svezzato calcisticamente sul campo di Sant'Edoardo con la maglia dell'Ardor, è stato convocato nella Nazionale Under 21. Il commissario tecnico Carmine Nunziata lo ha inserito nella lista dei 23 selezionati per la sfida amichevole contro l'Albania, al culmine di una annata difficile ma comunque soddisfacente, conclusa con la maglia della Juve Stabia e la splendida rovesciata che ha deciso la sfida dei playoff di Serie B contro il Modena.
Accanto a lui, nella lista dei convocati di Nunziata, c'è un altro ragazzo che porta Busto nel cuore: Leonardo Colombo. Anche lui centrocampista classe 2005, cresciuto nella Polisportiva Oratorio Santi Apostoli, in quella realtà parrocchiale nata dal sogno di papà Stefano e di altri genitori desiderosi di regalare ai bambini i valori più limpidi dello sport. Venerdì sera, sul prato dell'U-Power Stadium, Leonardo ha toccato il cielo con un dito, festeggiando con il suo Monza la promozione e il ritorno in Serie A al termine della finale dei playoff contro il Catanzaro. Dopo aver giocato 73 minuti nella gara d'andata, Colombo ha disputato tutti i 90 minuti del ritorno di fianco a capitan Pessina. Una gioia immensa per un ragazzo che in questa stagione ha collezionato 27 presenze, impreziosite dal suo primo gol ufficiale contro il Palermo lo scorso 15 marzo.
Nel contrasto tra le fatiche burocratiche della prima squadra e i sorrisi puliti dei suoi giovani, Busto Arsizio ritrova la parte più nobile della sua anima calcistica. Le nubi sopra via Cà Bianca non possono nascondere la luce di questi ragazzi, cresciuti con le ginocchia sbucciate sulla terra dei campi di periferia. È da queste radici profonde e silenziose che la città attinge la forza per sperare in un nuovo domani.




