La vita in cammino - 31 maggio 2026, 09:00

In cammino accompagnati dalla sera: l'unico posto dove si respira è giù lungo l'Olona

L'afa non frena i camminatori, che anzi trovano rifugi di freschezza e di vita

In cammino accompagnati dalla sera: l'unico posto dove si respira è giù lungo l'Olona

La sera era scesa lenta sulla città, e l’aria calda del giorno sembrava ancora sospesa sopra l’asfalto.

Davanti al Castello pronti per scendere in valle, Sara sbuffò guardando il termometro del telefono.

«Trentadue gradi alle otto di sera. Io mi rifiuto di tornare a casa.»

Vincenzo, con la borraccia già mezza vuota, annuì serio. «L’unico posto dove si respira è giù lungo l’Olona. Lì almeno c’è ombra.»

Così il gruppo partì: Sara davanti con passo deciso con Alessia che fotografava ogni angolo con il cellulare, Massimo che sosteneva di conoscere “una scorciatoia freschissima”, Maria pronta a lamentarsi delle zanzare ancora prima di incontrarle, e Daniela e gli altri che ridevano di tutti loro.

Il sentiero correva accanto al fiume, tra alberi alti e vecchie fabbriche silenziose. L’acqua dell’Olona scivolava piano nel buio, riflettendo le poche luci lontane. Dopo pochi minuti la temperatura sembrò davvero cambiare.

«Lo sentite?» disse Fabio fermandosi e togliendo il guinzaglio a Mia.

«Finalmente aria vera.»

Un vento leggero passò tra i pioppi e tutti, quasi nello stesso istante, fecero un respiro profondo.

Massimo sorrise soddisfatto. «Ve l’avevo detto io.»

«Non esagerare,» ribatté Laura. «Hai solo seguito il sentiero principale.»

Camminarono verso Gorla  tra chiacchiere e risate. Susanna raccontava di quando da ragazza veniva lì in bicicletta; Sara sosteneva che una volta nel bosco avesse visto una volpe; Vincenzo insisteva che probabilmente fosse un gatto sovrappeso.

A un certo punto il gruppo arrivò vicino a una radura dove il rumore dell’acqua diventava più forte. C’era una piccola panchina di legno affacciata sul fiume. Si sedettero tutti senza dire nulla per qualche minuto bevendo un sorso d'acqua. Il fresco della valle finalmente li avvolgeva davvero.

Dal buio arrivavano il canto dei grilli e il fruscio delle foglie. Sopra di loro, il cielo estivo era limpido con ancora qualche raggio di sole che filtrava tra le chiome degli alberi.

«Ecco perché mi piace questo posto,» disse piano Adele. «Di giorno sembra tutto normale. Di sera invece pare un altro mondo

Sara annuì. «E soprattutto si sopravvive.»

Risero tutti.

Poi Vincenzo si alzò battendo le mani sulle ginocchia. «Bene, adesso però ci manca una cosa fondamentale.»

«Cosa?» chiese Carmine.

«Il gelato, o una birra fresca.»

Nessuno obiettò. E così il gruppo riprese il cammino seguendo il fiume e quel poco di fresco che, almeno per qualche ora, sembrava aver vinto contro l’estate.

Buona vita, buon cammino.

Gruppo Cammino Fagnano

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