Una camminata nel bosco, ovvero nel tesoro che abbiamo vicino a casa: per essere consapevoli delle piante e del modo in cui ci aiutano e ancora di più ci possono aiutare, ogni giorno. Nicoletta Gussoni, titolare dell’erboristeria La Melissa di Busto Arsizio ha creduto e crede in questa iniziativa che è alla seconda edizione e vuole fiorire ancora.
Perché la gente ha risposto, in maniera ancora più convinta, seguendo quel passaparola di chi già aveva percorso e vissuto con lei il Parco Alto Milanese, polmone verde che unisce Busto, Castellanza e Legnano.
Il sogno e il richiamo
Nicoletta nel suo negozio di via Magenta 50 - accanto al mitico Drago che i clienti e chi la segue sui social ben conoscono - cattura con il suo entusiasmo. Lei che voleva volare e ha studiato da costruttore aeronautico, ha “preso” le sue ali e dopo un percorso nel settore metalmeccanico ha deciso di seguire un sogno, legato al mondo della natura. Un richiamo che sentiva fin da bambina, ma che ora parlava a chiare lettere. Da due anni guida “La Melissa”, rilevata dalla precedente proprietaria che ne ha colto la passione, oltre alle competenze.
L’anno scorso, l’idea della prima camminata: era il 18 maggio 2025. «All’origine – racconta - la consapevolezza del periodo di grande stress e preoccupazione per il futuro che viviamo. La cosa che mi fa stare bene è andare nel bosco. Mi sono detta: perché non provare a fare la stessa cosa coinvolgendo le persone e aggiungendo la conoscenza delle erbe officinali?». L’esperienza insegna che l’ansia e gli attacchi di panico sono più diffusi e spesso da questi scaturiscono altri mali fisici: per curarli, bisogna andare alla radice. In tutti i sensi.
Di qui la riflessione maturata: «Abbiamo il parco, un grande polmone, dove trovo rifugio per i pensieri. Può far stare bene le persone, per mezza giornata spegne la mente e aiuta a scaricare la tensione». Questa esplorazione rende sempre più consapevoli di ciò che si ha attorno e in fondo anche di se stessi. De resto, una delle arti di un’erborista è rivolgere le domande giuste, per poter tessere il dialogo con la natura.
La risposta alla prima camminata era stata positiva e si è deciso di ripeterla il 17 maggio 2026. «Il gruppo è cresciuto, una fascia d’età ampia che va dai 27 anni agli over 50 – spiega Nicoletta Gussoni - Ho lasciato anche un gruppo Whatsapp aperto in cui mi sono arrivati commenti molto belli. La finalità era appunto camminare ma unendo la conoscenza delle piante, che non nascono nel barattolino! Mi ha fatto piacere che siano venuti i miei clienti, ma anche altre persone. Due giornate incantevoli». Di cui vengono richieste altre puntate, ad esempio in altre stagioni.
Le piante e le emozioni
Nicoletta Gussoni non ha improntato la conoscenza delle piante su un livello accademico, ma per così dire su una familiarità, sull’impatto emozionale. «Le piante lavorano a livello sottile – osserva – il tiglio fa leva sul bambino interiore, per fare un esempio. E devo dire che questa iniziativa mi ha lasciato ancora di più di quanto mi aspettassi, un immenso ritorno a livello umano».
L’idea di approdare a un’altra stagione attira anche per «sensibilizzare sul fatto che madre natura non fa mai niente per niente – continua l’erborista – La rosa canina ha più vitamina C delle arance e ci offre le bacche a novembre, dicembre, quando ne abbiamo più bisogno».
Il nome del negozio era precedente all’arrivo di Nicoletta, ma lei ha voluto tenerlo perché lo sente profondamente suo. Coltiva piante officinali, anche a casa, esegue estrazioni, invita a scoprire sì i doni della natura ma anche a prendersene cura, a rispettare e non distruggere.
L'erborista ha pensato di organizzare questo evento per condividere, «perché ciò che fa bene a me, può fare bene ad altri».
Il pensiero torna a quando scopriva la natura da bambina, con il suo pollice verde, eppure poi sembrava seguire una strada diversa. Alle superiori a Novara, è tra le poche ragazze e il suo professore di motori le assicura che è «l’unico vero uomo che qui dentro può farcela», preparando la domanda per l’Aeronautica militare. Quella domanda resterà sempre nel cassetto, Nicoletta lavorerà nel comparto metalmeccanico e avrà la fortuna di un’esperienza di lavoro a Monghirolo, dove il bosco la chiama e comincia a sussurrarle una direzione diversa: «Qualcosa si è svegliato, ho fatto le prime estrazioni».
La via è tracciata. Un giorno, Nicoletta sogna una pianta di iperico e si reca al Parco Alto Milanese, dove trova dei fiori e si mette a realizzare il suo primo oleolito».
Approderà poi a “La Melissa”, dove il suo percorso fa proseguire quello di un’altra donna che crede fortemente in questo meraviglioso mondo, con naturalezza. Un negozio in cui non entrano i prodotti delle multinazionali, spiega Nicoletta, perché vuole essere lei a scegliere, a creare su misura ciò che può aiutare ciascuno.
Poi questa idea di promuovere camminate in un parco stupendo come l’Alto Milanese. Un po’ come accade quando si gira per la città e non si colgono veramente i tratti della sua identità finché non si partecipa ad una visita guidata: qui è avvenuto e avverrà la stessa cosa. Con una differenza fondamentale, coloro che parlano non sono pur importanti monumenti, dipinti o palazzi bensì creature vive che ci invitano a crescere e prenderci cura di noi insieme.









