I cartelli che classificano l’immobile come proprietà privata e videosorvegliata fanno sperare. Anche perché gli avvisi sono stati accompagnati da una rinfrescata alla recinzione intorno all’edificio, dal rinnovo dei lucchetti, dal posizionamento di almeno una placca metallica, a bloccare un varco con ogni evidenza utilizzato da frequentatori abusivi. E gli occhi elettronici ci sono.
Misure volte a evitare che il palazzo all'angolo tra via Zappellini e vicolo Landriani, al centro, in passato, di un progetto residenziale ambizioso ma abortito, continuasse a essere frequentato abusivamente.
Chi vive o frequenta la zona che arriva a toccare piazzetta Cristoforo Colombo si è abituato a cogliere i segni di inquilini clandestini. Il ritrovamento, nelle pertinenze dell’edificio, di un cadavere, quello di una 50enne, anni fa aveva portato a un vigoroso giro di vite, per sigillare meglio l’immobile.
Nulla di definitivo, l'area era risultata vieppiù permeabile. Ma in tempi recenti (anche in considerazione di segnalazioni e indizi crescenti di frequentazioni indesiderate) le recinzioni erano state rinnovate, anche con la saldatura di una lastra metallica a un varco presumibilmente gettonato.
Ora i passanti vedono la recinzione sollevata e deformata, con ogni probabilità allo scopo di facilitare l’accesso alla struttura. E temono che la storia si ripeta.





