Politica - 25 maggio 2026, 16:37

«L’Europa non centralizzi le risorse»: Cattaneo chiede più potere ai territori nelle politiche Ue

«Non saranno grandi fondi centralizzati a colmare il divario di competitività dell’Europa, ma la capacità delle istituzioni territoriali di coniugare sviluppo locale e coesione». Lo ha dichiarato Raffaele Cattaneo intervenendo al convegno sulla futura programmazione europea 2028-2034, chiedendo un ruolo più forte per Regioni ed enti locali nelle politiche dell’Unione europea

«L’Europa non centralizzi le risorse»: Cattaneo chiede più potere ai territori nelle politiche Ue

La valorizzazione del ruolo delle istituzioni locali nelle politiche di coesione dell’Ue, nel quadro di una visione non centralizzata che valorizzi il principio di sussidiarietà e permetta di promuovere la competitività del territorio, realizzando progetti a servizio dei cittadini. È stato questo il tema chiave dell’intervento del sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, che, questa mattina a Milano, ha aperto i lavori del convegno ‘Il Futuro della programmazione europea – Verso il bilancio europeo 2028-2034’, promosso da Fondazione Cariplo, Regione Lombardia e Anci Lombardia.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e confronto sulle modalità di attuazione della prossima programmazione dell’Unione europea, attualmente in fase di definizione tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo, nonché sulle sfide e le strategie che si prospettano per i territori e il Terzo settore. Tra i relatori Mauro Guerra, presidente Anci Lombardia e Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo.

Cattaneo: territori siano protagonisti delle politiche Ue – “Chiediamo con forza una modifica del prossimo bilancio europeo – ha sottolineato Cattaneo – la proposta della Commissione Ue riduce le risorse per le politiche di coesione e ne centralizza la gestione. Al contrario, dovrebbe riconoscere il ruolo fondamentale delle istituzioni regionali e locali”.

“Le Regioni e le amministrazioni locali – ha aggiunto – grazie al proprio patrimonio di competenze e alla profonda conoscenza dei territori, rappresentano infatti il livello istituzionale che più efficacemente valorizza le eccellenze locali, comprese quelle del terzo settore, e promuove interventi e progetti di qualità, realmente vicini ai cittadini e ai loro bisogni, in chiave sussidiaria. Questo approccio contribuisce concretamente alla competitività europea”.

“Non saranno grandi fondi centralizzati a livello europeo a colmare il divario di competitività, che rischia di indebolire il ruolo dell’Europa nello scenario internazionale – ha concluso il sottosegretario di Regione Lombardia – ma la capacità delle istituzioni territoriali di coniugare sviluppo locale, coesione e crescita dell’intero continente”.

La definizione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 – Il convegno, realizzata con il patrocinio della Commissione europea e del Parlamento europeo, si colloca in un momento cruciale per l’Ue, impegnata nella definizione del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, che determinerà non solo l’ammontare e la destinazione delle risorse, ma anche l’indirizzo delle politiche europee e l’equilibrio tra livello europeo, nazionale e territoriale. Le proposte attualmente in esame potrebbero, infatti, introdurre rilevanti novità nei settori della coesione, del welfare, dell’ambiente, della cultura, della ricerca e della competitività, con effetti sulle modalità di assegnazione e gestione delle risorse e sull’equilibrio tra Stati membri ed enti locali. Da qui la necessità di accrescere conoscenza e consapevolezza sulla portata delle riforme in discussione e favorire lo sviluppo di strategie di preparazione adeguate.

Azzone, presidente di Fondazione Cariplo: nuovo modello richiederà cambio di prospettiva – “Il confronto sul prossimo bilancio europeo – ha detto Giovanni Azzone – arriva in una fase particolarmente complessa per l’Europa, chiamata a colmare il divario di competitività rispetto ad altre aree del mondo e, allo stesso tempo, a preservare il proprio modello sociale. Il nuovo modello di programmazione richiederà un cambio di prospettiva: non si tratterà più soltanto di partecipare a programmi già definiti, ma di contribuire attivamente alla costruzione dei Piani Nazionali e Regionali di partenariato, sviluppando competenze e capacità strategiche adeguate”.

Mauro Guerra, presidente Anci Lombardia: importante riconoscere ruolo chiave degli enti locali – “Il futuro del bilancio europeo riguarda direttamente i Comuni e i territori, che rappresentano il primo livello di prossimità con cittadini, imprese e comunità locali. La nuova programmazione europea dovrà rafforzare il principio di partenariato e riconoscere pienamente il ruolo degli enti locali nella definizione delle priorità strategiche, nella costruzione dei Piani nazionali e regionali e nell’attuazione delle politiche europee. In una fase in cui l’Europa è chiamata a coniugare competitività, coesione sociale e sostenibilità, è fondamentale che le autonomie locali siano considerate non soltanto soggetti attuatori, ma protagonisti del processo decisionale europeo”.

LNews

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