Venerdì 22 maggio, alle 19.00, nel Salone Teatro Fratello Sole, si è tenuto l’AMA di Busto Rinasce dedicato al quartiere Frati. Titolo della serata: “Frati: Parioli di Busto o Gabbia Dorata?”.
I temi emersi
Dal confronto con i cittadini sono emersi diversi temi concreti: l’insofferenza verso l’etichetta “Parioli di Busto”, percepita come riduttiva; la richiesta di maggiore sicurezza contro furti, bivacchi e presenze problematiche; la scarsa illuminazione; la manutenzione del Parco Milani e del verde pubblico; il decoro di strade e marciapiedi; i problemi di accessibilità per le persone con disabilità; e la necessità di una visione chiara sullo sviluppo edilizio, a partire dalle future torri nell’ex area Milani.
L’etichetta dei “Parioli” non basta più
L’incontro ha restituito un’immagine diversa da quella abitualmente associata a una delle zone considerate più belle, verdi e residenziali della città. Dietro la definizione dei Frati come “Parioli di Busto” è emerso un quartiere che non si sente immune dai problemi comuni ad altre zone cittadine: il quartiere è elegante, certo, ma non per questo privo di criticità.
«I Frati sono uno dei quartieri più belli di Busto Arsizio – osserva *Salvatore Loschiavo, fondatore di Busto Rinasce* – ma questa immagine non può diventare un alibi per non vedere ciò che non funziona. I cittadini ci hanno detto con chiarezza che non vogliono essere raccontati come un quartiere privilegiato e senza problemi. Vogliono essere ascoltati come tutti gli altri».
Sicurezza, illuminazione e presidio
Il tema della sicurezza è tornato anche qui, come già accaduto in altri incontri AMA. Non in termini astratti, ma attraverso situazioni concrete: presenze problematiche, bivacchi, furti, zone scarsamente illuminate, percezione di insicurezza in alcuni passaggi e in alcune ore della giornata.
Per Busto Rinasce è una conferma: la sicurezza attraversa tutta la città, anche i quartieri considerati più tranquilli e residenziali, quando mancano presidio, cura, illuminazione e manutenzione.
Parco Milani, il cuore verde da curare
Uno dei temi più dibattuti della serata è stato il Parco Milani, cuore verde del quartiere Frati. Un luogo identitario, nato dalla riqualificazione di una storica area tessile, con le sue ciminiere, il laghetto, i giochi, i percorsi pedonali e gli spazi di socialità.
Proprio per questo, le condizioni in cui versa sono state indicate dai residenti come il segnale più evidente di una manutenzione ordinaria che non può procedere a strappi. Il laghetto con le tartarughe d’acqua versa da tempo in condizioni critiche, molte panchine richiedono manutenzione, il terreno è sconnesso, alcune alberature risultano colpite dalla cocciniglia giapponese e diverse aree avrebbero bisogno di essere riqualificate.
«Una città curata si vede dalle piccole cose – continua Loschiavo –. I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono che parchi, strade, marciapiedi e spazi pubblici siano seguiti con continuità. Quando la manutenzione ordinaria manca, anche un quartiere considerato “elegante” comincia a perdere qualità».
Marciapiedi, decoro e accessibilità
Uno degli interventi più significativi dell’AMA è stato quello di una residente, in carrozzina elettrica, che ha raccontato le difficoltà quotidiane causate dalle buche sui marciapiedi e sulla strada. Un intervento che ha portato il confronto sul piano dell’accessibilità.
«Lì si capisce che la manutenzione non è solo decoro – sottolinea Loschiavo –. È dignità. Una città vera è quella che permette a tutti di uscire di casa, attraversare una strada, raggiungere un servizio e vivere in piena autonomia, senza dover dipendere sempre da qualcun altro. La città accessibile non è uno slogan: è la misura della civiltà amministrativa».
Torri ex Milani, una trasformazione da governare
Nel corso dell’AMA è emersa anche la questione dello sviluppo edilizio, a partire dal progetto delle future torri nell’ex area Milani di Corso XX Settembre, che solleva interrogativi rilevanti sul futuro urbanistico del quartiere.
Quando un intervento di rigenerazione modifica il profilo di un quartiere, infatti, la città ha il diritto di sapere con chiarezza quali regole urbanistiche lo rendano possibile, quali opere pubbliche siano previste e quali benefici concreti ricadano sul territorio.
Per Busto Rinasce, recuperare aree dismesse può essere positivo. Ma ogni trasformazione deve essere governata con trasparenza, dentro un equilibrio chiaro tra interesse privato e interesse pubblico. Non bastano i rendering: servono una visione complessiva, servizi adeguati, spazi pubblici, mobilità, verde e risposte concrete per chi nel quartiere vive già oggi.
«Il quartiere Frati non chiede di restare fermo – conclude Loschiavo –. Chiede che ogni trasformazione sia governata e che la qualità del quartiere non venga data per scontata. Perché un quartiere non vive solo dei nuovi edifici che si costruiscono, ma della cura quotidiana degli spazi che tutti utilizzano».
L’ascolto nei quartieri non si ferma qui
Anche nel quartiere Frati, l’AMA ha confermato il valore del metodo scelto da Busto Rinasce: ascoltare prima di decidere e trasformare le domande dei cittadini in una base di lavoro pubblico.
Il percorso AMA di Busto Rinasce proseguirà giovedì 4 giugno ore 19.00 con l’appuntamento dedicato al quartiere Santi Apostoli (Bar Bottega Migrando, via Scisciana 20).
Busto Rinasce. Con le persone. Per la città.




