Busto Arsizio - 22 maggio 2026, 11:03

La Libreria della Basilica riparte: nuova vita, con i giovani, per la storica attività di via Tettamanti

Sarà la Fondazione Oratori Milanesi a gestirla, con un progetto che coinvolgerà anche i ragazzi di Stoà. Don Stefano Guidi, direttore Fom: «C’era un patrimonio, una ricchezza da salvaguardare e rilanciare. Daremo un contributo alla vita pastorale e culturale di Busto»

La libreria della Basilica, a pochi passi da San Giovanni. Nei riquadri, monsignor Severino Pagani e don Stefano Guidi (foto dal sito della Chiesa di Milano)

La libreria della Basilica, a pochi passi da San Giovanni. Nei riquadri, monsignor Severino Pagani e don Stefano Guidi (foto dal sito della Chiesa di Milano)

Adriana Tedaldi, per 30 anni dietro al bancone della Libreria della Basilica (vedi QUI), arrivata alla soglia della pensione lo aveva detto: «Spero che questa attività prosegua, magari con dei giovani. So che monsignor Severino Pagani si sta muovendo». Un’azione evidentemente andata a buon fine: la Libreria riparte, con una formula che combina la conferma del suo ruolo e della sua storia con alcune novità. La gestione sarà affidata alla Fom – Federazione Oratori Milanesi. Il cui direttore, don Stefano Guidi, anticipa: «La riapertura avverrà a breve, intanto si sono rinfrescati locali e arredi».

Nel merito delle attività: «La parte commerciale resta sostanzialmente invariata, quanti sono abituati a servirsi della libreria si ritroveranno. Ma il progetto prevede di aggiungere qualcosa. La ragione per cui è proprio la Federazione Oratori a intervenire risiede nella volontà di dare impulso all’azione pastorale. La Libreria potrà, fra l’altro, supportare l’attività di Stoà, al contempo beneficiandone. Nel negozio opererà personale Fom ma anche i giovani potranno essere attivi».

Da tempo il Centro Giovanile che raccoglie i giovani del Decanato ha sede a un numero civico di distanza dalla Libreria. Una prossimità che favorisce la comunicazione e il coinvolgimento. «La parrocchia – approfondisce don Stefano – ha preferito valorizzare questa potenzialità piuttosto che il semplice arrivo di un operatore privato. Il quale avrebbe perseguito finalità di vantaggio economico del tutto legittime. Ma si vuole andare oltre, nella consapevolezza che c’era una ricchezza da salvaguardare e rilanciare. Da una parte, la Libreria potrà essere strumento per l’attività di Stoà, dall’altra la presenza di un’istituzione diocesana, oltre a promuovere la pastorale giovanile, contribuirà all’attività culturale di Busto e del territorio».

Non resta che attendere che la cler si sollevi: «Ovviamente i tempi sono dettati anche dalla burocrazia. Ma dovrebbe essere questione di giorni».

S.T.

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