Una crescita a doppia cifra e nettamente: la festa patronale di San Giuseppe, conclusasi domenica a Busto Arsizio, si racconta a suon di numeri dei piatti e delle bevande nelle quasi tre settimane, ma non solo. Si è registrato circa il 25% di presenze in più.
È Mario Cislaghi a parlare, a nome degli Amici di San Giuseppe, di come questa edizione sia stata veramente pazzesca. Alle code nel Parco per la Vita in viale Stelvio in occasione della festa siamo abituati, ma questa volta si è polverizzato ogni primato del passato. I volontari, più decisi che mai e grazie al supporto dei giovani che stanno affiancando, hanno dato il massimo per attrarre e rendere felici i bustocchi a suon di menù, amicizia e divertimento: ci sono riusciti. C'è stato anche un alleato: il meteo, di solito non troppo amico. Solo nell'ultimo weekend la pioggia ha dato del filo da torcere, anche se gli spazi coperti e riscaldati sono un rifugio apprezzato. Per il resto, il maltempo non ha infastidito più di tanto.
Qualche numero: 8.400 panini con salamini, 8mila lattine, 940 fritti misti, oltre mille calamari e totani, 700 milanesi, 840 primi, quasi 700 panini con wurstel. E ancora 5mila acque, 3.500 birre chiare e 880 rosse, 1.400 caffè. In tutto, 332 pranzi e 400 cene.
Ma attenzione: il successo è fatto di numeri, però soprattutto di cuore. Quello grande degli Amici di San Giuseppe e della comunità.




