Vista, messa in sicurezza, affidata a mani esperte: è quanto ha vissuto una cucciola di volpe, coinvolta in un incidente non lontano da Busto Arsizio. I suoi soccorritori, intervenuti nella notte tra mercoledì e giovedì, la hanno chiamata Chiara, come una delle persone che, vedendo l’esemplare riverso a terra, incapace di spostarsi, si sono assicurate che non subisse un secondo, forse fatale impatto. La cucciola è stata affidata dall’unità di strada di Casaringhio, associazione da sempre attiva nel soccorso di animali in difficoltà, ad Ats per le cure del caso.
«Poteva finire peggio – sottolinea Sara Vega, fondatrice del sodalizio – accade sempre più spesso di imbattersi in volpi falciate e uccise sulle strade. Riporto le parole di un soccorritore: dare un nome a un animale che ha bisogno di aiuto significa renderlo speciale, unico, gli riconosciamo la dignità che merita. Condivido in pieno. Anche quando ci rendiamo conto che non c’è più nulla da fare e semplicemente lo spostiamo dal punto in cui può essere colpito più e più volte. Non giriamoci mai dall’altra parte, anche le creature più sfortunate meritano rispetto».





