L’epilogo è di quelli che lasciano il segno, specialmente quando si consuma sotto un cielo grigio e in una domenica da dentro o fuori. L’1-2 subìto per mano della Varesina (LEGGI QUI) condanna la Castellanzese all'Eccellenza, chiudendo una stagione faticosa ed emotivamente dispendiosa. Una retrocessione che porta con sé inevitabili amarezze, compresa - ci permettiamo noi - quella tutta "geografica": con la caduta dei neroverdi svanisce infatti la suggestione, accarezzata a lungo, di poter assistere l'anno prossimo a un affascinante derby contro la Pro Patria.
Eppure, a fine partita, mentre sul prato del "Giovanni Provasi" si mescolano la gioia ospite e le lacrime dei giocatori di casa, a spiccare è la straordinaria compostezza e razionalità di Alberto Affetti. Il presidente della Castellanzese si presenta davanti ai microfoni senza cercare giustificazioni o appigli, neppure in quel doppio cartellino giallo che ha lasciato in dieci la sua squadra per un'ora intera.
«Si può dire tutto e il contrario di tutto – esordisce Affetti analizzando la gara – ma io non mi rifaccio agli episodi, anche perché quando si disputa la finale playout è la conseguenza di una stagione che è andata magari in un verso non giusto».
La lucidità del numero uno neroverde non lascia spazio al vittimismo, ma si trasforma immediatamente in un messaggio di grande solidità per tutto l'ambiente: «Guardate che la vita è fatta di queste situazioni, e finché ci sono queste situazioni si può venirne fuori. La Castellanzese c'è, è viva. Non è morta, non scappa nessuno. Noi ci siamo, e lotteremo per essere ancora nella categoria che penso questa società si sia meritata e conquistata in questi anni».
La delusione sportiva c'è, ovviamente, ma va inquadrata nella giusta dimensione. «Non bisogna far drammi – sottolinea con fermezza Affetti – i drammi si fanno per altre cose, non per un evento sportivo, una retrocessione. La storia è piena di retrocessioni ma anche di ritorni nelle categorie più interessanti e più ambite».
Se c'è un punto fermo da cui il club intende ripartire, è senza dubbio il calore della sua gente. Contro la Varesina si contavano ben 635 spettatori sugli spalti: una risposta importante da parte della città. «È stata una partita vera, dura, difficile, con una gran cornice di pubblico – riconosce il presidente – È stata una cosa molto importante, questo testimonia l'affetto dei tifosi della Castellanzese che sempre di più ci seguono».
Un legame, quello tra il pubblico e la società, che si è consolidato nel tempo e che Affetti riconosce come il motore principale per il futuro: «Una delle soddisfazioni che uno come me ha all'interno di una società sportiva è vedere che la gente ti segue e si sta affezionando a questa società. Vedendo tutta questa gente che tifa neroverde vi posso garantire che la voglia di continuare e di fare meglio c'è. Applaudire loro e sentire il loro calore a fine partita vuol dire che c'è reciproca stima e affetto. Queste cose mi danno tanta carica e fiducia per il futuro».
Il momento di voltare pagina, insomma, è già arrivato. Il cantiere per la prossima stagione, pur in una categoria diversa e tutta da riprogrammare, è pronto ad aprirsi. «La situazione è complicata – conclude Affetti con un mezzo sorriso e lo sguardo già proiettato al domani – ma nelle cose complicate venir fuori c'è più gusto, si esce con più soddisfazione. Vedremo nei prossimi giorni e settimane cosa mettere in piedi e cosa fare, ma comunque faremo qualcosa di buono sicuramente».
Da dove si riparte? Forse non da mister Delprato, ma il presidente neroverde si prende del tempo per capire la situazione e capire tutte le variabili di questo nuovo equilibrio in seno alla società. Un unico obiettivo sembra però chiaro: riportare la Castellanzese in Serie D.
La parole del presidente Alberto Affetti:
Le parole del tecnico della Varesina Marco Spilli e il dg Max Di Caro (LEGGI QUI):