Ieri... oggi, è già domani - 08 maggio 2026, 06:30

“a ùua” e “a mùua” - lanuggine e paghetta

Discorrendo col mio amico Ambrogio Landini, bustocco doc, salta fuori una frase che è suonata “bislacca”, quasi a stravolgere la traduzione di un emblema della tessitura nostrana...

“a ùua” e “a mùua” - lanuggine e paghetta

Discorrendo (l'altra sera) col mio amico Ambrogio Landini, "Bustocco doc" salta fuori una frase che, a Giusepèn e a me, è suonata "bislacca" quasi a stravolgere la traduzione di un emblema della Tessitura nostrana. Si tratta della "ùua" che Ambrogio traduce "alla sua maniera" (non sto qui a dirla, nella fattispecie, ma la evidenzio così com'è), anche col supporto del Giusepèn.

Quindi (amico mio), la "ùua" è la lanuggine che si forma durante la lavorazione della pezza sui telai. E' prodotta dalla navetta che "va e viene" sui fili cardati e che producono la stoffa, per intero. La spoletta dentro la navetta, lascia uno "strascico" di filato che è proprio la "ùua" che deve essere ripulita dentro la navetta, altrimenti, a lungo andare, quel "rifiuto" tende a rovinare la stoffa.

Immaginate per un attimo, la "pezza" (la stoffa prodotta dal telaio), contenente dei "grumi" causati proprio dalla "ùua" e preparatevi alle... conseguenze. O, il magazziniere (preposto al controllo di quanto il telaio produce), con apposita "pinzetta" rimuove il "grumo-ùua) oppure, in caso di "svista", la pezza giunte in apprettificio o in tintoria, per giungere al lavoro ultimato-finito. 

In sede di "taglio" per predisporre la stoffa alla confezioni, dovesse riscontrare il "grumo-ùua" nella pezza, inesorabilmente, andrebbe tagliato e, delle due, l'una: o si butta il pezzo con grumo oppure si prepara un pantalone o una blusa, difettosi. Conclusione: il prodotto finito, diventerebbe di "seconda scelta" con conseguente deprezzamento del lavoro ultimato. 

Per carità, Ambrogio non replica (anche per il fatto che Giusepèn ha sancito la veridicità della spiegazione) e si rifugia in un onesto "mèn, lu saeu inscì" (io conoscevo ùua in quel modo).

Passiamo ora alla "mùua" che altro non è, se non la paghetta che genitori o nonni (ma pure qualche buon parente) elargivano al ragazzo, prima di recarsi all'Oratorio - la tariffa-standard (e mi riferisco a quella che donavano nelle famiglie non troppo abbienti) era di 50 Lire - con quelle 50 Lire si poteva acquistare "a gazusa cunt'àa strenga, ul persigu cunt'àa marmelòa e a faina di mochi" (la gazzosa con la stringa di liquirizia, la pesca con la marmellata e la farina delle castagne) a cui si aggiungeva il biglietto per entrare al Cinema-Teatro, per assistere al film (super visionato da chi era preposto a farlo) che solitamente era un western, con poca violenza, con sempre gli indiani a "fare i cattivi" e gli "yanchy" a …. fare i buoni. La "distorsione storica" ubbidiva alle Leggi dell'epoca e mai precisava che gli indigeni (che chiamavamo "indiani", ma che in realtà erano i pellerossa) erano gli autentici nativi di quelle terre (che chiamavano America) e cercavano di difendere i propri Territori, dall'invasione degli Europei (primi fra tutti gli Inglesi, a cui si aggiunsero, Spagnoli, Portoghesi, Francesi e tutti i fuoriusciti dei Paesi del Nord Europa) che "cercavano fortuna" nelle terre appena scoperte e conquistate. 

Su "ùua" e "mùua" vale questa spiegazione e... Giusepèn ha qualcosa a ridire: "in dre mazòmi ul me dialetu... morti nogn -e si riferisce a lui e me- ul Dialetu Bustocu da stroea, al vo a muì e Busti al perdi a so identitò... almancu sem chi pu... nogn sèm teme i pelirussi dontar i riservi... i padròn di tradiziòn a s'à usan pu... nogn ghèm ul dueri da difendi i nostar radisi" - (stanno uccidendo il mio dialetto... morti noi, il Dialetto Bustocco da strada, va a morire e Busto Arsizio, perde la propria identità... quantomeno, noi non ci saremo... noi siamo come i pellerossa relegati dentro le riserve USA... i padroni delle Tradizioni, non si usano più... noi abbiamo il dovere di difendere le nostre radici) - la conclusione è "laconica", pure triste, ma non è... circostanza o noncuranza e nemmeno, ipocrisia! 

Chi "fa morire" il Dialetto Bustocco, da strada, nemmeno avrà a pentirsene... purtroppo, non lo conosce e potrà "fare spallucce" a disdoro delle Tradizioni di questa "terra splendida" scoperta e occupata dai Liguri, dentro una Lombardia-longobarda, barbara che non ha tenuto conto di quale ricchezza aveva incorporato e mai difesa a sufficienza. Giusepèn mi abbraccia. "mai mulò" (mai mollare) e, dentro il cuore, batte la Speranza di far di tutto, per non far morire Busto Arsizio che, dentro la Lonbardia-celta, c'è una enclave-Ligure con "Busto" che deriva dal romanico combustum (arso e bruciato) e da Arsizio che deriva da ardia, filo di ferro duttile, inventato dai Liguri!

Ambroesu (Ambrogio) ora può cambiare la propria "convinzione sull'ùua" e, se gli va, su "mùua".

Gianluigi Marcora

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