Stai navigando (letteralmente) sotto la tempesta in via del Lavoro, a Busto. Sacconago, per la precisione. Poco più in là il centro raccolta rifiuti con il suo viavai, in mezzo alle imprese che stanno macinando produzione e movimento.
Tutti di corsa, anche tu. Finché un raggio di sole ti impone di fermarti. Eccolo, il campo di papaveri, con tratti di fiori bianchi velo da sposa, quelli che infili nei mazzi per impreziosire di purezza e bellezza.
Il cielo sta per percuotere ancora i campi, ma nessuno si intimidisce. Devi fermarti ad ammirare e portare via con una foto uno scampolo di primavera, nella città industriale, nella città un tempo agricola, nella città che si cerca ancora, tra campi e capannoni. Un attimo in cui i papaveri sprigionano tutto il loro fascino e ti raccontano di un altro volto di Busto, ancora.




