Banca Mediolanum ha ricevuto il Premio Amadeo Peter Giannini per l’Etica e il Patrimonio Italiano. Evidenti origini italiane, il co-fondatore di Bank of America fu un pioniere capace di ampliare in modo straordinario i servizi offerti da una banca e di estendere la platea dei clienti, coinvolgendo fasce di popolazione che prima di lui non venivano considerate. «Mio padre Ennio – spiega Sara Doris, vicepresidente di Banca Mediolanum e figlia dell’uomo simbolo dell’istituto – conosceva bene la figura di Giannini. Ricevere il Premio è stato uno stimolo e una fonte d’ispirazione. Per portare fra le persone e nei territori un patrimonio di esperienze e valori. Con partenza da Legnano».
Non un semplice calendario di incontri, 12 gli appuntamenti previsti, ma un itinerario narrativo che mette in dialogo memoria e visione, intrecciando testimonianze, esperienze e prospettive sul ruolo dell’istituzione bancaria. "Visionari. La banca al servizio delle persone", questo il titolo del format, ha una spiccata declinazione narrativa che si sviluppa nel dialogo tra la scrittrice Allegra Groppelli, il presidente di Banca Mediolanum Giovanni Pirovano e, appunto, Sara Doris. Un tour in continuità con l’esperienza avviata nel 2024, grazie alle presentazioni del libro “Ennio, mio padre”. L’idea di fondo è che «…la banca non sia soltanto infrastruttura finanziaria ma anche dispositivo sociale, costruito sulla fiducia e orientato alla vita delle persone».

«Con questa impostazione – entra nel merito Sara Doris – si va sui territori in cui lavorano i nostri 5.000 family banker. Per questo scegliamo di incontrare, di guardare negli occhi, di essere concreti». Senza dimenticare il coraggio di osare: «Lo fece Giannini, quando a inizio Novecento andò letteralmente fra le macerie, incontro alle persone messe in ginocchio dal terremoto di San Francisco. Vogliamo farlo noi. Mio padre ha avuto intuizioni geniali. E si è sforzato di essere al fianco delle persone».
Una vicinanza possibile anche oggi? Con crisi internazionali che fanno tremare? «Siamo convinti di sì. Ce lo dicono proprio i nostri family banker: i nuovi clienti vanno rassicurati mentre quelli che ci conoscono da tempo, nelle situazioni di incertezza, si rivolgono a noi. E chiedono di investire».




