Cultura - 04 maggio 2026, 18:54

La Famiglia Bustocca prosegue il viaggio nell’arte: il Rinascimento al centro del terzo incontro con la professoressa Ruffinelli

L’iniziativa sostiene anche un progetto espositivo dedicato alla collezione donata alla Croce Rossa. Prossimi appuntamenti: 11 maggio incontro con Cristina Boracchi, 16 maggio visita alla mostra “Van Dyck l’Europeo” a Genova e 21 maggio concerto all’Auditorium di Milano

La Famiglia Bustocca prosegue il viaggio nell’arte: il Rinascimento al centro del terzo incontro con la professoressa Ruffinelli

Un affascinante percorso attraverso i capolavori e i protagonisti di una delle stagioni più alte della cultura occidentale: l'arte rinascimentale. Di questo si è parlato lunedì pomeriggio, 4 maggio, nella sede della Famiglia bustocca con la prof Luciana Ruffinelli. L’iniziativa ha segnato il terzo appuntamento con il ciclo di conferenze sull’arte.

L’iniziativa si inserisce nel solco dell’eredità culturale di Angelo Castiglioni. Proprio nel suo nome si colloca il progetto legato alla collezione di oggetti recuperati presso l’ospedale e successivamente donati alla Croce Rossa. In questo contesto nasce la decisione di realizzare un armadio espositivo corredato da approfondite spiegazioni illustrative, finanziato anche grazie ai proventi raccolti attraverso questo ciclo di conferenze.

Quattro chiavi di lettura per comprendere la storia dell’arte

Il percorso proposto dalla Famiglia Bustocca si articola in quattro incontri dedicati rispettivamente all’arte classica, medievale, rinascimentale e barocca. L’obiettivo è fornire ai partecipanti quattro criteri interpretativi fondamentali per leggere la storia dell’arte nel suo sviluppo.

Si passa dall’arte ideale del mondo classico alla concezione medievale, profondamente teocentrica, fino al Rinascimento, dove l’uomo torna a essere misura di tutte le cose. Il percorso culmina poi nel Barocco, epoca in cui la fantasia e il dinamismo diventano protagonisti assoluti. Quattro prospettive diverse, ma complementari, per acquisire una visione complessiva dell’opera d’arte.

Il Rinascimento e la centralità dell’uomo

Al centro dell’incontro del 4 maggio vi è stata la riflessione sull’uomo come misura del mondo, principio che caratterizza l’arte del primo Quattrocento e si sviluppa parallelamente all’Umanesimo letterario.

Se il Medioevo era dominato da una visione provvidenziale e teocentrica, il Rinascimento afferma una nuova idea di essere umano, capace di plasmare il proprio destino: l’“homo faber fortunae suae”, espressione già presente in Sallustio. In parallelo nasce la riscoperta delle humanae litterae, ovvero dei testi classici. Figura centrale di questo recupero è Petrarca, che riportò alla luce le lettere di Cicerone, contribuendo a una nuova consapevolezza culturale.

Questo fermento investe profondamente anche il mondo artistico. Gli artisti non sono più anonimi artigiani itineranti, ma aprono botteghe, soprattutto a Firenze, formando allievi e ricevendo committenze da principi, corporazioni e mecenati.

Leon Battista Alberti e il recupero di Vitruvio

Uno dei protagonisti di questa nuova stagione è Leon Battista Alberti. In questi anni viene riscoperto il trattato De Architectura di Vitruvio, tradotto in volgare e corredato da disegni esplicativi.

Da questo recupero deriva anche il celebre Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, simbolo perfetto dell’armonia rinascimentale: il corpo umano, grazie alle sue proporzioni ideali, può essere inscritto contemporaneamente nel cerchio e nel quadrato.

La proporzione, il modulo e la misura diventano così i principi fondanti dell’arte del Quattrocento. Il tempio stesso viene concepito sul modello del corpo umano.

Brunelleschi e la rivoluzione dell’architettura

L’incontro ha approfondito le grandi innovazioni di Filippo Brunelleschi. Nella Basilica di San Lorenzo a Firenze l’architetto applica rigorose regole matematiche: il diametro della colonna si ripete dieci volte nella sua altezza, mentre le proporzioni tra archi, navate e cappelle rispondono a un preciso equilibrio geometrico.

Nella chiesa di Santo Spirito ogni cappella presenta identica profondità, confermando il principio di ordine e armonia.

Capolavoro assoluto resta la Cupola di Santa Maria del Fiore, straordinaria impresa tecnica costruita con un sistema autoreggente basato su una doppia calotta.

Masaccio e la nascita della prospettiva moderna

Ampio spazio è stato dedicato a Masaccio, definito dai critici il naturale prosecutore di Giotto.

Nella Trinità realizza una rivoluzionaria illusione prospettica, creando una profondità architettonica perfettamente costruita sul piano.

Nella Cappella Brancacci di Santa Maria del Carmine, attraverso le storie di San Pietro, il peccato originale e i miracoli, emerge una straordinaria monumentalità delle figure, non solo fisica ma morale.

Anche nella Pala di Sant’Anna Metterza, realizzata con Masolino, si coglie la nuova ricerca di proporzione e solidità volumetrica.

Donatello e la verità dell’uomo

Donatello rappresenta forse meglio di ogni altro la tensione rinascimentale verso la verità dell’essere umano.

Il Crocifisso di Santa Croce mostra una straordinaria attenzione anatomica, mentre il confronto con quello realizzato da Brunelleschi per Santa Maria Novella rivela approcci diversi alla rappresentazione del sacro.

Nel San Giorgio emergono la ponderazione classica e la padronanza prospettica. Il David conserva ancora suggestioni gotiche nel movimento spiraliforme, mentre il Gattamelata diventa simbolo dell’uomo artefice del proprio destino, ispirato alla statua equestre di Marco Aurelio.

Di grande intensità è infine la Maddalena, opera drammatica e struggente, dove l’adesione alla verità umana si spinge fino alla rappresentazione della sofferenza estrema.

Piero della Francesca e la perfezione della misura

La seconda parte dell’incontro si è concentrata sull’opera di Piero della Francesca, maestro della misura e della razionalità.

Nel Battesimo di Cristo ogni elemento è carico di significati simbolici: il cerchio celeste, l’acqua che riflette il cielo, l’albero che dialoga con la figura bianca di Cristo, i tre angeli simbolo delle virtù.

La Madonna del Parto colpisce per la monumentalità della figura e per il rimando simbolico della tenda all’Arca dell’Alleanza.

Nella Resurrezione, Cristo emerge vittorioso dal sepolcro mentre gli alberi, alcuni spogli e altri rigogliosi, evocano la cesura tra il mondo antico e l’era cristiana.

I ritratti dei duchi di Montefeltro rivelano l’influenza della pittura fiamminga, mentre gli affreschi di San Francesco ad Arezzo mostrano la precisione geometrica di un artista che aveva teorizzato la costruzione anatomica attraverso solidi regolari.

Straordinario il Sogno di Costantino, considerato il primo notturno della storia dell’arte.

Nella Madonna di Senigallia ogni dettaglio assume valore simbolico, dalle bende prefigurazione del sudario alla collana evocazione del sangue di Cristo.

La Pala di Brera, infine, sintetizza perfettamente l’ideale rinascimentale: architettura impeccabile, equilibrio compositivo e una ricca simbologia che culmina nella conchiglia e nell’uovo di struzzo, emblema dei Montefeltro.

I prossimi appuntamenti della Famiglia Bustocca

Il calendario culturale della Famiglia Bustocca prosegue con nuovi appuntamenti. L’11 maggio, alle 17.30 in sede, la professoressa Cristina Boracchi interverrà sul tema “Donne, dal voto alla Costituente”, offrendo una riflessione storica di grande attualità.

Il 16 maggio è invece prevista la visita alla mostra “Van Dyck l’Europeo” a Genova, riservata ai numerosi iscritti.

Per gli abbonati all’Auditorium di Milano, infine, il 21 maggio è in programma l’ultimo concerto della stagione.

Un calendario ricco di proposte che conferma l’impegno della Famiglia Bustocca nella promozione culturale e nella valorizzazione del patrimonio artistico e storico.

Laura Vignati

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