Nel suo primo anno di attività, la rete dei Centri per Uomini Autori o potenziali autori di Violenza (CUAV) attiva nei territori di ATS Insubria – con due sedi a Varese e due a Como – restituisce una fotografia del fenomeno e dell’impatto dei percorsi di responsabilizzazione dedicati agli uomini che hanno agito violenza o che riconoscono di avere difficoltà nella gestione della rabbia.
I servizi hanno intercettato 398 uomini, tra richieste di informazioni e primi appuntamenti, e 224 di loro hanno poi completato la valutazione di idoneità al trattamento. Chi si rivolge al CUAV ha un’età media di 42 anni, un diploma di scuola secondaria di I grado nel 48,3% dei casi o di II grado - 34,8%. Il 33,85% è celibe e il 32,69% sposato mentre risulta stabilmente occupato il 61,5%. La maggior parte accede ai CUAV in presenza di provvedimenti giudiziari già attivi e i reati più frequenti riguardano episodi di violenza domestica verso partner, ex partner e, in alcuni casi, figli.
«I dati di questo primo anno dimostrano quanto sia fondamentale lavorare sulla protezione delle vittime e anche sul cambiamento degli uomini autori di violenza. Intervenire su entrambi i fronti significa prevenire nuove situazioni di rischio e contribuire alla creazione di comunità più consapevoli e sicure. La collaborazione con scuole, enti e servizi territoriali è un investimento necessario sulla cultura del rispetto» spiega la direzione di ATS Insubria.
Nei centri gli uomini possono trovare un supporto per riconoscere i loro gesti e prevenire le recidive attraverso interventi sia individuali sia di gruppo, finalizzati a far riconoscere agli uomini la violenza agita, assumerne la responsabilità e sviluppare strategie relazionali ed emotive alternative. Accanto ai percorsi trattamentali, l’attività di prevenzione rappresenta una componente centrale del progetto. Tra le iniziative attivate un gruppo psicoeducativo rivolto a uomini con storie di dipendenza, incontri nelle scuole superiori sul tema degli stereotipi di genere e del consenso ed eventi pubblici realizzati in collaborazione con realtà locali e servizi dedicati. Il lavoro prosegue anche in ambito penitenziario: nelle case circondariali di Varese e Como dove si conducono gruppi dedicati ai detenuti, offrendo spazi strutturati di riflessione e cambiamento.
I CUAV sul territorio sono implementati da CIPM - Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, Dorian Gray Onlus, Associazione InfraMente e Fondazione Somaschi.




