Da Busto Rinasce, guidato da Salvatore Loschiavo, riceviamo e pubblichiamo.
In molti quartieri della città il disagio legato ai rifiuti abbandonati o conferiti in modo irregolare non è più percepito come un episodio occasionale, ma come un problema ormai cronico. Le segnalazioni raccolte da Busto Rinasce nel corso degli AMA confermano che il fenomeno riguarda tanto le aree periferiche quanto le zone centrali e incide direttamente sulla qualità della vita, sul decoro urbano e sulla percezione di cura dei quartieri.
Il punto, però, non può essere ridotto a una lettura semplicistica, incentrata esclusivamente sull’inciviltà di alcuni. Limitarsi a questa chiave di lettura significa non cogliere fino in fondo la natura del problema. Quando in una città, a un certo punto, inizia a diffondersi a macchia d’olio un malcostume che prima era molto più contenuto e localizzato, allora è evidente che qualcosa non sta funzionando nel sistema di raccolta.
Gli incivili esistono, è innegabile, e vanno contrastati e sanzionati ogni volta che è possibile. Ma è altrettanto innegabile che l’introduzione dei sacchi azzurri, nelle modalità con cui è stata realizzata, abbia accentuato il problema.
Per Busto Rinasce, infatti, è emersa con chiarezza una criticità che non può più essere ignorata: una parte del rifiuto indifferenziato prodotto in città resta di fatto fuori dal circuito regolare di conferimento. A causa di ciò, e in assenza di correttivi adeguati, l’indifferenziata irregolare si scarica sullo spazio pubblico, cioè sulle strade, sui marciapiedi, sulle aree verdi e sui quartieri. E a farne le spese, paradossalmente, sono proprio i cittadini che rispettano le regole: quelli che differenziano correttamente i rifiuti, quelli che utilizzano i sacchi azzurri come previsto, quelli che pagano regolarmente la Tari, e che nonostante tutto questo si trovano a convivere con vere e proprie discariche a cielo aperto sotto casa.
«Continuare a raccontare tutto questo come se fosse solo un problema di maleducazione – osserva Salvatore Loschiavo – rischia di essere una semplificazione comoda, ma sbagliata. Gli abusi esistono e nessuno li giustifica. Ma una politica seria ha il dovere di distinguere tra ciò che va represso e ciò che invece segnala che il sistema, così com’è, non sta funzionando. Se in tanti punti della città i rifiuti abbandonati sono aumentati in modo evidente negli ultimi due anni, allora il tema non può essere soltanto “come sanzionare”: il tema è capire “perché quel rifiuto continua a finire in strada”».
Secondo Loschiavo, il primo errore da evitare è quello di rispondere al degrado togliendo servizi regolari ai cittadini che si comportano correttamente o immaginando che basti spostare altrove il problema.
«L’idea su cui si starebbe interrogando il consigliere Francesco Attolini, di rimuovere i cassonetti per la raccolta dei rifiuti tessili ai Tre Ponti, è una ipotesi sbagliata nel merito e inefficace negli effetti. Una città non risolve nulla se si limita a far sparire il disagio da un singolo marciapiede – continua Loschiavo – perché se il rifiuto non trova un canale realistico e ordinato di assorbimento, semplicemente riappare qualche metro più in là, oppure in un altro quartiere, oppure nei campi e nei boschi. È per questo che Busto oggi dovrebbe smettere di trattare la questione soltanto come un problema di ordine pubblico e cominciare a considerarla anche per ciò che è: un problema di accessibilità concreta al servizio».
Da qui la proposta avanzata da Busto Rinasce, che non punta a smantellare il principio della raccolta puntuale, né a indebolire i controlli, ma ad affiancare al sistema ordinario un piano straordinario e temporaneo di contenimento del degrado nei punti più critici della città.
«La raccolta puntuale non va cancellata, va corretta dove mostra falle evidenti – afferma Loschiavo –. Per questo non propongo scorciatoie né un ritorno ai vecchi sistemi. Propongo una linea più pragmatica e di buon senso: bonifica rapida dei punti cronici di abbandono, rimozione tempestiva dei nuovi accumuli, controlli mirati e sanzioni dove si riesce a individuare i responsabili, ma anche presìdi temporanei di raccolta nelle aree più compromesse e campagne periodiche di conferimento straordinario direttamente a domicilio, per consentire ai cittadini di smaltire legalmente i rifiuti eccezionali che oggi troppo spesso finiscono fuori dal circuito ordinario».
Per Loschiavo si tratterebbe di strumenti circoscritti, localizzati, monitorati e periodicamente verificati, attivati esclusivamente nelle aree dove l’abbandono irregolare è diventato ricorrente e dove il danno ricade ogni giorno sui residenti corretti.
«Non un canale alternativo ordinario al sacco azzurro, dunque, ma una misura straordinaria di contenimento del degrado, limitata nel tempo e nello spazio e accompagnata da controlli più efficaci. Il punto non è indebolire le regole. Il punto è impedire che, mentre si difende un principio giusto, i quartieri continuino a pagare il prezzo dei difetti del sistema».
La proposta di Busto Rinasce comprende anche un rafforzamento degli strumenti di segnalazione per i cittadini e una verifica più puntuale delle situazioni che oggi sfuggono al sistema regolare di conferimento, in modo da unire repressione degli abusi, correzione delle falle e tutela del decoro urbano.
«Non è la soluzione perfetta, e nessuno sostiene che lo sia – conclude Loschiavo –. Ma è una soluzione concreta, amministrativamente praticabile e soprattutto rispettosa dei cittadini onesti, quelli che fanno correttamente la differenziata e che oggi, troppo spesso, si trovano a vivere in quartieri più sporchi di prima. Il compito di un’amministrazione non è difendere l’idea astratta di un sistema quando la realtà mostra che quel sistema presenta criticità evidenti. Il compito di un’amministrazione è tenere insieme legalità, decoro e buon senso. Oggi Busto ha bisogno esattamente di questo».
Busto Rinasce continuerà a raccogliere segnalazioni e testimonianze nei quartieri, perché il tema dei rifiuti, come molti altri temi urbani, non si risolve con slogan o con uscite estemporanee, ma con ascolto, metodo e capacità di agire là dove la città mostra i suoi punti di maggiore sofferenza.
*Busto Rinasce. Con le persone. Per la città.*




