Busto Arsizio si prepara a celebrare l’81° anniversario della Liberazione con un’iniziativa che affonda le radici nella storia locale e nella memoria condivisa. Il Museo partigiano Fivl, la biblioteca capitolare e l’Anpi cittadina propongono una serata dedicata a un tema che ha segnato profondamente molte famiglie bustesi: quello degli internati militari italiani nei lager nazisti. L’appuntamento si inserisce nel calendario delle iniziative legate al 25 aprile, momento centrale per la coscienza civile del territorio.
Il libro e la testimonianza storica
Protagonista dell’incontro sarà il volume “Internati militari italiani di Busto Arsizio nei lager nazisti”, scritto da Antonella Rabolini ed Ernesto Speroni. A distanza di sette anni dalla prima presentazione, il libro torna al centro del dibattito pubblico cittadino, offrendo uno spaccato preciso e documentato di una realtà spesso poco conosciuta. Gli internati bustesi furono poco più di cinquecento, una cifra che, se rapportata al totale nazionale di circa cinquecentomila, restituisce comunque la dimensione significativa del coinvolgimento locale.
Il volume racconta chi erano questi uomini, provenienti da diverse armi, deportati nei лагер della Germania del nord e sottoposti a condizioni durissime. I nazisti li definirono “internati” e non prigionieri di guerra, negando loro tutele e diritti.
Gli interventi e il contesto storico
Durante la serata interverranno, oltre agli autori, anche Liberto Losa, presidente dell’Anpi di Busto Arsizio e Marco Torretta, presidente del raggruppamento patrioti Alfredo Di Dio della Fivl. Sarà proprio Torretta a introdurre il tema degli internati militari, allargando lo sguardo alla più ampia casistica dei militari arrestati dai tedeschi dopo l’8 settembre, molti dei quali rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana pagando con la deportazione.
L’iniziativa vuole anche rendere accessibile il libro a un pubblico più ampio, con una distribuzione a prezzo contenuto, per favorire la diffusione della memoria storica tra i cittadini.
Il ricordo di Rossi, figura della città
Un momento particolarmente significativo sarà dedicato alla memoria del senatore e sindaco emerito Gian Pietro Rossi, patrocinatore dell’opera al momento della sua prima pubblicazione. La sua figura viene ricordata non solo per il ruolo istituzionale, ma anche per il legame profondo con la città e per l’impegno nel sostenere iniziative culturali e civili.
Rossi rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nella storia recente di Busto Arsizio, capace di unire dimensione politica e attenzione alla memoria collettiva. Il richiamo alla sua figura conferisce all’incontro un valore ulteriore, rafforzando il legame tra passato e presente.
Un appuntamento aperto alla cittadinanza
L’incontro si terrà giovedì 16 aprile alle 21 nella sede della biblioteca Capitolare in via Don Minzoni 1, con ingresso libero. Si tratta di un’occasione importante per la comunità bustese, chiamata a confrontarsi con una pagina dolorosa della propria storia e a rinnovare il valore della memoria come strumento di consapevolezza e responsabilità civile.




