Giulia si gira, inquieta: il suo sguardo ridimensiona anche lo skyline di Milano, con l'immensità della tenerezza. Sarà che il momento della prima schiusa si avvicina o forse invoca il cambio da Giò, perché è stanca di covare. O ancora sta parlando ai suoi piccoli che romperanno il guscio a breve. I falchi pellegrini del Grattacielo Pirelli sono lo spettacolo della primavera (LEGGI QUI), quello che ogni anno riesce ad alimentare il sentimento della meraviglia. Non c'è abitudine che tenga, ogni volta è come se tutto ricominciasse da capo.
Tutto ricomincia da capo nella natura, tuttavia quando è sotto i nostri occhi tendiamo a perderlo di vista. Nei parchi del Bustese, lungo l'Olona, ma anche in posti urbanissimi: quanti scorgono il pettirosso che con la medesima puntualità di Giò e Giulia si dirige verso una nicchia di un muro, in un punto nascosto, a coccolare il suo nido e la prole. O si soffermano ad ammirare i merli che con i loro colori eleganti, mai severi, quel contrasto tra il vestito scuro e il becco, si spingono sempre più tra i prati. Durante la pandemia sì, eravamo più attenti, perché costretti o perché gli animali si ripigliavano un po' di spazio di fronte alla nostra invadenza precedente.
Ci vuole a volte una telecamera perennemente puntata su un nido così vicino eppure così lontano, nel cuore della metropoli e ad alta quota, per non perdere questi istanti e rimanere connessi. Per ricordarci che siamo tutti ospiti, tutti pronti a vivere una nuova stagione insieme.
La riflessione che consegna la pagina dedicata a Giò e Giulia: «Nel silenzio del nido il tempo sembra rallentare, come se la natura trattenesse il respiro. Sotto quel fragile guscio si intrecciano pazienza e istinto, calore e speranza. Poi, un giorno, una crepa sottile annuncia il cambiamento: la vita bussa piano e il cielo guadagna un nuovo battito d’ali».
Buone feste anche così, scoprendo la bellezza sempre sotto i nostri occhi che si rinnova.




