Politica - 31 marzo 2026, 10:00

Maffioli debutta a Roma. Stallo sulla sua successione a Busto

Formalmente non vi è incompatibilità tra il ruolo di deputata e quello di assessore. Maffioli potrebbe quindi portare avanti il proprio lavoro in giunta da “pendolare”. Le ambizioni di Fratelli d’Italia e le fibrillazioni nella Lega

Da sinistra, l'aula di Montecitorio e la sala consiliare di Palazzo Gilardoni a Busto

È il momento del debutto a Montecitorio per Manuela Maffioli che oggi, martedì 31 marzo, prenderà posto per la prima volta sullo scranno che fu di Umberto Bossi.
Primo giorno di lavoro da onorevole e ultimi da assessore alla Cultura del Comune di Busto Arsizio? Chissà. Se l’avvio dell’impegno in Parlamento è imminente – ieri Maffioli ha raggiunto Roma e, dopo alcune pratiche burocratiche, nella tarda mattinata odierna prenderà parte per la prima volta all'attività dell’assemblea – le decisioni sul suo futuro istituzionale “bustocco” non sono ancora state prese.

Formalmente non vi è incompatibilità tra i due ruoli ricoperti dalla leghista, che potrebbe quindi portare avanti il proprio lavoro da assessore da “pendolare”.
È noto, in ogni caso, che il circolo di Busto di Fratelli d’Italia ambisca a essere rappresentato in giunta da un secondo assessore da affiancare al vicesindaco Luca Folegani.
Il recente tentativo di vedersi così riconosciuto l’accresciuto peso in termini di di consiglieri comunali era stato però stoppato dall’intesa a mantenere lo status quo arrivata dai livelli regionali di FdI e Lega dopo un battibecco a mezzo stampa tra il sindaco Emanuele Antonelli (meloniano) e il segretario provinciale salviniano Andrea Cassani.
Con l’approdo in Parlamento di Maffioli, però, la questione è destinata a riaprirsi. O meglio, si è già riaperta, con i meloniani che auspicano un avvicendamento tra la leghista e la propria consigliera Claudia Cozzi.

Il cerino, al momento, sembra affare della sezione di via Culin del Carroccio, con i “Fratelli” che rimangono sulla porta a osservare le mosse degli alleati.
All’interno della Lega, infatti, non ci sarebbe una posizione univoca. Da una parte c’è chi vuole evitare ulteriori scontri non alzerebbe le barricate – visto il nuovo scenario – di fronte all’ipotesi di un passaggio di consegne tra Maffioli e un esponente di FdI. Dall’altra, invece, c’è chi non vorrebbe rinunciare a uno dei tre assessori, difendendo il posto nell’esecutivo cittadino della neo-deputata. Diversità di vedute che si inserisce all’interno di una sezione dove, non è una novità, convivono due anime che fanno riferimento all’assessore all’Inclusione sociale Paola Reguzzoni e all’eurodeputata Isabella Tovaglieri. E la partita del rimpasto, inevitabilmente, non è slegata da quella delle elezioni del prossimo anno, anche perché di Reguzzoni, Maffioli e (meno) di Tovaglieri si parla come di possibili candidate sindaco. 

In questo contesto, impazzano le voci più disparate, che vanno da un possibile giro di deleghe che interesserebbe più assessori nel caso di un ingresso di Cozzi in giunta a un rimpasto che potrebbe andare oltre il semplice avvicendamento dell’uscente Maffioli.
E resta anche da capire se anche questa volta la matassa verrà sbrogliata al di fuori dei confini cittadini o se saranno le segreterie bustocche, quando ci saranno le condizioni, a trovare la quadra e a portare la soluzione sul tavolo del sindaco Antonelli. Con quest’ultimo consapevole che il suo partito, FdI, tiene molto – e da tempo – al secondo assessore. Segretari regionali permettendo.

Riccardo Canetta