Scuola - 25 marzo 2026, 12:17

L’ebbrezza simulata per salvare vite reali: cento neopatentati delle scuole bustocche alla prova dei visori

Presentata la seconda edizione del progetto del Lions Club Busto Host “6 a zero? Allora vai!”. Un’alleanza tra Amministrazione, scuole e Polizia Locale per insegnare ai giovani che l'euforia di una sera non deve mai spezzare il futuro.

L’ebbrezza simulata per salvare vite reali: cento neopatentati delle scuole bustocche alla prova dei visori

La patente appena conquistata è un vero e proprio passaporto per la libertà, un traguardo carico di entusiasmo che, per essere vissuto appieno, richiede però una profonda consapevolezza. Un equilibrio delicato, che rischia di spezzarsi quando, tra la leggerezza di una serata tra amici e la strada del ritorno, si insinua l'illusione di poter controllare l'auto pur avendo bevuto. Ed è proprio per sfatare questa pericolosa illusione, insegnando ai ragazzi a proteggere il proprio futuro, che questa mattina le istituzioni cittadine si sono sedute allo stesso tavolo per presentare l'edizione 2026 di “6 a zero? Allora vai!”.

Il progetto, nato dall'intuizione del Lions Club Busto Arsizio Host e abbracciato con convinzione dall'Amministrazione Comunale e dalla Polizia Locale, torna in città forte del successo dello scorso anno. E lo fa raddoppiando l'impegno.

«Siamo giunti alla seconda edizione registrando un ampliamento delle scuole coinvolte, che arrivano a quattro istituti superiori cittadini per un totale di circa cento ragazzi – ha esordito con orgoglio Luciano Salomoni, presidente dei Lions –. È la dimostrazione di un forte rapporto tra pubblico e privato. Vogliamo incidere sulla percezione della guida in stato di ebbrezza. C'è bisogno di un cambiamento sensibile nell'atteggiamento dei giovani, e l'introduzione di limiti sempre più rigorosi ci ha spinto ad allargare il progetto».

Un'iniziativa che rifugge la retorica della cattedra per scendere sull'asfalto, letteralmente. A illustrare il meccanismo è stato Mario Gallazzi, anima operativa dei Lions: «Ai ragazzi non serve il solito predicozzo. I giovani oggi sanno ascoltare, ma vogliono essere coinvolti. Per questo abbiamo predisposto un percorso a birilli in via Formazza, con curve strette, da affrontare prima in condizioni normali e poi indossando uno speciale visore che altera la vista, simulando lo stato di ebbrezza. Ricordiamo sempre con soddisfazione che, lo scorso anno, Busto Arsizio è stata la terza città in Italia a proporre un'esperienza simile dopo Roma e Brescia».

Ingannare i sensi, insomma, per risvegliare la coscienza. Un concetto ribadito dall'assessore alle Politiche Educative Chiara Colombo, che ha evidenziato il valore didattico dell'iniziativa: «Il progetto è diventato parte integrante dell'offerta formativa. I ragazzi devono capire concretamente, sulla propria pelle, quali possono essere gli effetti dell'alcol e i limiti fisici che subentrano in quelle situazioni. Sono davvero felice che le scuole aderenti siano aumentate, accogliendo il Tosi, il liceo artistico Candiani con il coreutico Bausch, lo scientifico sportivo Pantani e il classico linguistico Crespi».

A fare da eco dal tavolo dei relatori è intervenuto l'assessore alla Sicurezza Matteo Sabba: «Questo è un progetto fondamentale, perché serve a dimostrare a chi si appresta ad avere la patente cosa significhi davvero guidare in condizioni di sicurezza. Purtroppo, l'alcol è tra le peggiori droghe in circolazione, subdolamente pericolosa perché sembra la più accettata socialmente. Ringrazio i Lions, la Polizia Locale e gli uffici comunali che si sono resi disponibili per ricreare questo evento».

L'aspetto più poetico, e forse inaspettato, del progetto è la trasformazione della divisa: non più un'entità punitiva che attende dietro la curva, ma una guida sicura che cammina accanto ai ragazzi. «La nostra adesione prevede una totale condivisione dell'obiettivo – ha spiegato con trasporto la vicecomandante della Polizia Locale, Cristina Fossati –. Vogliamo creare un rapporto di prossimità con questi giovani, andando al di là del puro aspetto legato alla politica di prevenzione. Il divertimento di una sera va benissimo, ma non deve mai pregiudicare la propria esistenza, la salute o avere conseguenze di carattere penale e civile. L'anno scorso abbiamo visto ragazzi attenti, che facevano domande, dimostrando un interesse vero. Abbiamo colpito nel segno, creando una vera relazione. Ben venga quindi la proposta dei Lions, garantiamo il nostro impegno anche per gli anni futuri».

Il viaggio nella consapevolezza inizierà ufficialmente venerdì 27 marzo alle 8.30 nella Sala Tramogge dei Molini Marzoli, con la parte teorica curata dagli agenti. Poi, mercoledì 15 e mercoledì 22 aprile, il trasferimento al campo pratica moto: a bordo delle vetture con doppi comandi fornite dalle autoscuole "Auto Sport" e "Valentini", i neopatentati indosseranno i visori. E, stringendo il volante, impareranno che la vita è un viaggio troppo prezioso per essere guidato alla cieca.

Giovanni Ferrario

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