Volley - 25 marzo 2026, 18:30

Giulia Leonardi lascia il volley: finisce la storia della “Leo gialla”

«Chiudo qui perché mio figlio l’ha sofferto molto quest’anno»: il libero simbolo della Uyba lascia dopo una carriera piena di successi e un legame indissolubile con Busto Arsizio (la “farfalla tigre” per sempre)

Giulia Leonardi dice basta. A tre anni dal ritorno in campo dopo la maternità, un libero simbolo del volley italiano, la “Leo gialla” per tutti gli appassionati bustocchi, ha deciso di chiudere la sua carriera, mettendo fine a un percorso ricco di successi, emozioni e legami profondi.

Un addio che ha inevitabilmente il sapore di Busto Arsizio, città e piazza che più di ogni altra hanno segnato la sua storia sportiva e personale. Con la maglia della Uyba, Leonardi ha scritto pagine indimenticabili, diventando uno dei volti più rappresentativi della grande “Yamamay” di Re Carlo Parisi e contribuendo alla conquista di tutti i trofei più importanti: dallo Scudetto alla Coppa Italia (con Supercoppa Italiana e Coppa Cev) del magico 2012, fino all’ultimo grande trionfo europeo della Uyba nel 2019, con la Coppa Cev sotto la gestione Mencarelli e con Alessia Gennari capitana, un’altra grande farfalla che ha annunciato ufficialmente l’addio al volley giocato e che lo farà al termine dei Playoff Challenge con l’Uyba.

Proprio a Busto Arsizio non è nata soltanto una carriera vincente, ma anche una doppia storia d’amore: quella con tutti i tifosi, che l’hanno ribattezzata “Leo gialla” per via dell’abbreviazione del suo cognome e del colore della maglia del libero indossata per tantissimi anni, una presenza costante, grintosa (la “farfalla tigre” per sempre) e riconoscibile; e un’altra storia che ha cambiato la sua vita fuori dal campo. È proprio a Busto, infatti, che è sbocciato il legame con Enzo Barbaro, allora direttore generale della società biancorossa e oggi amministratore delegato della Lega Pallavolo Serie A Femminile. Dalla loro unione è nato Leonardo, che ha accompagnato - anche fisicamente al palazzetto in qualche occasione - l’ultima parte della carriera di Giulia Leonardi, culminata con il ritorno in campo dopo la maternità, tre anni fa: prima a Firenze per due anni e poi, quest’anno, a Novara.

Un rientro non scontato, affrontato con la determinazione che l’ha sempre contraddistinta. Tre stagioni vissute con la stessa grinta di sempre, dimostrando ancora una volta professionalità e amore per il gioco, prima della decisione di fermarsi. «Non ho ancora realizzato, non avevo ancora pensato che potesse essere la mia ultima partita - ha detto ieri sera ai microfoni Rai, subito dopo la gara persa da Novara contro Conegliano che ha segnato la fine dei giochi scudetto per le piemontesi -. Chiudo qui perché quest’anno mio figlio l’ha sofferto molto, piangeva ogni volta che me ne andavo da casa: è stato un anno molto impegnativo per lui e voglio dedicarmi a lui. Ci tengo a dire grazie a mio marito, alla mia mamma che mi ha aiutato tantissimo e a tutti quelli che, in questi anni, mi hanno supportata e hanno creduto in me. È stato bellissimo. Buen camino a tutti».

Chapeau, “Leo gialla”.

Alessio Murace