Un uomo, una dedizione unica, un mito. Che aveva condiviso anche a Busto Arsizio, città anche un po’ sua. È scomparso a 89 anni Carmine Castellano, direttore del Giro d’Italia dal 1993 al 2005: avvocato, nato a Sorrento, fu il successore dello storico patron Vincenzo Torriani. Come ricorda la Gazzetta dello Sport, a lui si devono la scoperta del passo del Mortirolo, come pure lo sterrato del Colle delle Finestre.
Carmine Castellano (sopra in una foto mitica, con Bartali e Moser, accanto a Pinuccio Asta, per tutti il Baffo, nel 1991) ha vissuto a Busto Arsizio. E proprio il Comune di Busto lo premiò nel 2017 per la sua eccellente organizzazione del Giro d’Italia. L’immagine sopra citata fu pubblicata nel libro dell’84esima edizione con tappa in città, nel 2001, allora erano sindaco Gianfranco Tosi e assessore allo Sport Claudio Grillo. Tosi stesso scrisse la gratitudine a Castellano «per la grande attenzione, sia pur all’interno di un’etica impeccabile, che ha rivolto alla mia e alla sua città».
In ricordo di Castellano, si esprime così Cinzia Ghisellini, presidente Assb e vicepresidente del Comitato regionale Federciclismo: «Sono le persone che hanno dato tanto ed è stato un esempio per tutti noi. Uomo lungimirante, si è dedicato al ciclismo, rappresentando un monito e un’ispirazione per le nuove generazioni affinché si impegnino. Bisogna tornare a far riemozionare i nostri ragazzi che devono capire l’essenza di questa figura».