«Una pesante sconfitta per il governo». Così il senatore del Partito Democratico Alessandro Alfieri commenta l’esito del referendum sulla giustizia, con la vittoria del No.
«Un grandissimo risultato, anche perché ottenuto con un’alta partecipazione, non prevista alla vigilia – il suo commento affidato ai social –. Abbiamo fatto un ottimo gioco di squadra: magistrati, comitati civici con associazioni e sindacati, e i partiti di opposizione. Come senatore del PD sono orgoglioso dello straordinario lavoro fatto dai nostri sul territorio, con tante iniziative sul merito della riforma per denunciare il rischio di indebolire l’autonomia della magistratura. All’inizio della campagna elettorale, il SÌ doveva stravincere, poi la rimonta coinvolgendo tutti coloro preoccupati che si tocchi in maniera maldestra la nostra Costituzione.
Poi c’è stata l’inevitabile politicizzazione, accelerata dalla discesa in campo della Meloni. E sono entrate in campo altre dinamiche, a partire dalla guerra in Medio Oriente e dalle sue conseguenze. A volte i referendum diventano delle occasioni politiche per lanciare dei messaggi. E da questa consultazione ne arrivano più d’uno. Ma il principale è che questo governo subisce una sconfitta pesante dopo aver blindato una riforma costituzionale in parlamento senza accogliere, in maniera arrogante, neanche un emendamento dell’opposizione. La subisce in un momento delicato, dove l’incapacità della Meloni di prendere le distanze da Trump e dal suo avventurismo si aggiungono all’incapacità di dare risposte su stipendi e sanità. Ora a noi tocca costruire l’alternativa con tutte le forze di opposizione, coinvolgendo il mondo associativo che si è mobilitato per il no al referendum e quelle persone che sono tornate a votare dopo aver disertato le urne alle ultime politiche. Da oggi lo faremo ancora con maggior determinazione».
Soddisfatto anche il consigliere regionale dem Samuele Astuti: «È una vittoria importante, anche perché arriva nonostante l'attivismo in prima persona della premier. Sarà necessario analizzare nel dettaglio i dati territoriali, ma sicuramente rispetto alle ultime elezioni politiche si registrano segnali di miglioramento e la mobilitazione ha dato i suoi frutti. Siamo di fronte a un risultato che nasce dal basso, dopo una intensa campagna elettorale. Si tratta di un ‘no’ nel merito della questione, perché i cittadini hanno capito che questa non era una riforma della giustizia e che non riguardava i problemi veri della giustizia». È quanto dichiara il consigliere regionale del Pd.
«A prescindere dall’esito, però, non bisogna dimenticare che tanti cittadini fuori sede non hanno potuto esercitare il proprio diritto di voto – sottolinea Astuti – ed è una questione che in futuro non può più essere ignorata».
«L’affluenza è comunque stata molto alta – aggiunge il consigliere dem – e questo è un elemento molto positivo che rappresenta un segnale forte di partecipazione e di democrazia. Nonostante i temi trattati dal referendum fossero complessi, i cittadini hanno percepito il valore del voto e hanno agito di conseguenza. In molti comuni della provincia di Varese l’affluenza è stata superiore anche a quella di recenti tornate amministrative, con un significativo ritorno alle urne di cittadini che negli ultimi anni non avevano votato. Questa grande partecipazione deve spingere la politica a tornare a occuparsi delle problematiche concrete della vita delle persone».
«Proprio da qui dobbiamo ripartire per costruire fiducia, consenso e una proposta politica alternativa all’attuale governo, capace di rispondere alle esigenze delle cittadine e dei cittadini» conclude Astuti.




