E' intorno al 16,50% l'affluenza alle urne in provincia di Varese per il referendum confermativo della legge costituzionale di riforma della giustizia. A Varese ha vota il 17,83% degli aventi diritto, a Busto il 17,42, mentre a Gallarate al 16,1%. A livello nazionale l'affluenza alle 12 è al momento intorno al 14,80 quando mancano ancora circa tremila sezione su oltre 61mila.
Gli italiani chiamati al voto sono circa 50 milioni. In provincia di Varese gli aventi diritto sono oltre 690mila. I seggi rimarranno aperti nella giornata di oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15.
Per cosa si vota
I cittadini sono chiamati a esprimersi sulla cosidetta riforma della separazione delle carriere dei magistrati. Il Parlamento, con l’approvazione definitiva della legge costituzionale del 30 ottobre 2025, ha infatti introdotto la nuova norma che prevede modifiche ad articoli costituzionali. Poiché in seconda lettura non è stata raggiunta la maggioranza dei due terzi dei voti delle Camere, la legge - come previsto dall’articolo 138 della Costituzione - deve essere sottoposta a referendum confermativo.
Nello specifico, la legge prevede per i magistrati due carriere separate: una per i magistrati giudicanti (i giudici) e una per quelli requirenti (i pubblici ministeri), ciascuna con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura. La riforma incide in modo diretto sugli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Carta costituzionale e introduce una distinzione formale e funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente.
In altri termini, “separazione delle carriere” significa che i giudici e i pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo, la magistratura ordinaria, e che condividevano il medesimo Consiglio Superiore della Magistratura ora, con la riforma, avranno due organi di autogoverno separati: il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante, competente per i giudici e il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri.
Ognuno di questi organi sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una propria composizione mista composta per due terzi da magistrati estratti a sorte e un terzo da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento.
La riforma introduce anche un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, che sarà composta da quindici giudici, scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, e che avrà il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza.
In particolare, i quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare saranno: tre giudici nominati dal Presidente della Repubblica, scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; tre giudici estratti a sorte da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; nove magistrati (appartenenti sei alla carriera giudicante e tre alla carriera requirente) selezionati per sorteggio tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità.
La legge prevede anche l’elezione del presidente dell’Alta Corte disciplinare tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato.
Il quesito
Sulla scheda, di colore verde, gli elettori sotto il titolo "Referendum Costituzionale - ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare", troveranno questo quesito: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?"
Come si vota
Le modalità di voto seguono le regole ordinarie dei referendum costituzionali. In Italia, gli elettori possono recarsi al proprio seggio, muniti di un documento di riconoscimento valido e la tessera elettorale.
La scheda presenta il quesito referendario e consente di scegliere tra SÌ e NO. Sul sito del Viminale è possibile visionare il fac-simile della scheda che verrà consegnata agli elettori.
Gli elettori con disabilità che non possono esercitare autonomamente il voto possono essere accompagnati in cabina da una persona di fiducia iscritta nelle liste elettorali di qualsiasi comune.
I cittadini italiani residenti all’estero e iscritti all’Aire votano per corrispondenza, ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza. È prevista anche l’opzione di votare in Italia, previa comunicazione entro i termini stabiliti ai consolati di riferimento.
Referendum senza quorum
A differenza dei referendum abrogativi, il referendum costituzionale non prevede alcun quorum di partecipazione. Il risultato è quindi valido indipendentemente dal numero di votanti, rendendo ogni voto espresso politicamente e giuridicamente rilevante.
(Lav/Adnkronos)




