Le ex carceri austriache rinascono come un nuovo polo culturale, insieme alla biblioteca e a Palazzo Marliani Cicogna. I nuovi spazi saranno fruibili tra una decina di giorni, ma questa mattina in tanti hanno partecipato all’inaugurazione e visitato l’edificio di via Borroni. E molti altri cittadini continueranno a farlo nel pomeriggio, con le visite guidate andate rapidamente sold out.
Si tratta del primo edificio ristrutturato con i fondi del Pnrr (con un finanziamento di 1.767.000 euro su un totale di 2.350.000).
La struttura, ora un ampliamento della biblioteca G.B Roggia, si sviluppa su tre piani, con sale studio, salottini, due sale per incontri, mostre e corsi e un bar al piano terra.
Il principio progettuale ispiratore è stato quello del minimo intervento, con la più ampia salvaguardia dell’edificio originario. Sono stati anche conservati alcuni dei graffiti e le tracce lasciate dai detenuti sulle pareti (leggi qui la presentazione dell’intervento).

I grazie per una rinascita
L’inaugurazione di oggi, legata appunto ai finanziamenti del Pnrr, «è solo la prima di una lunga serie – ha detto il sindaco Emanuele Antonelli, apponendo anche il post-it con la scritta “fatto” all’ingresso (leggi qui il motivo) –. Al termine di questo percorso l’amministrazione comunale avrà recuperato quasi tutte le cosiddette incompiute e avrà strappato all’abbandono alcuni spazi della città trasformandoli, come in questo caso, in luoghi di cultura, ma anche di sport, accoglienza, servizi».
Tra i «doverosi grazie» del primo cittadino, quelli rivolti al «team che ha funzionato perfettamente, consegnando l’edificio prima della scadenza prevista». Il personale dei lavori pubblici, l’impresa Vecchierelli Restauri, i progettisti, gli architetti: «Tutti hanno lavorato senza mai guardare l’orologio». Un grazie anche alle sorelle Pezzuti che gestiranno il bar dopo aver partecipato al bando «con un progetto di qualità. Sarà un ulteriore spazio di incontro».
«La nostra biblioteca ora è nelle condizioni di offrire ancora più servizi ai cittadini, agli studenti, agli anziani», ha proseguito Antonelli, rispondendo a chi sui social lamentava che questi soldi si sarebbero potuti usare per sistemare strade e marciapiedi: «Non è possibile dirottare su altro i fondi assegnati con un bando Pnrr e stanziati per un certo obiettivo. E in ogni caso, non ci saremmo mai permessi di cancellare un pezzo della storia della città, un patrimonio architettonico tutelato che risale al 1850».
«Un luogo intriso di sofferenza e privazione viene da oggi restituito alla città con una nuova funzione aperta alla cultura, allo studio, alla partecipazione civica – ha rimarcato la direttrice della casa circondariale di via per Cassano Elisabetta Palù (c'era anche il predecessore Orazio Sorrentini) –. È la dimostrazione che il patrimonio pubblico può evolvere, senza perdere la memoria del proprio passato. Quei muri che mantengono le tracce della propria funzione diventano ora spazi vitali. La destinazione a biblioteca assume un forte valore simbolico: istruzione e cultura, anche nel dettato dell’ordinamento penitenziario, sono strumenti fondamentalo nel percorso di recupero dei condannati».
Monsignor Severino Pagani ha impartito la benedizione. In un momento storico segnato da morte, violenza e ingiustizia, «è il segno che la nostra città esige invertire questa tendenza nei nostri cuori e nel mondo intero», le sue parole.
Al taglio del nastro c’erano esponenti della giunta e del Consiglio comunale, con i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Ovviamente assenti questa mattina, tra le figure istituzionali, i rappresentanti della Lega, per via della contemporaneità con l’ultimo saluto a Umberto Bossi a Pontida.
L’assessore alla Cultura Manuela Maffioli (foto qui sotto), ringraziata pubblicamente dal sindaco Antonelli, aveva già avuto modo di evidenziare la «portata simbolica» di questa inaugurazione: «Un luogo legato alla privazione della libertà e ad aspetti negativi rinasce ospitando cultura, bellezza, libri. E grazie alla cultura diventa uno spazio di libertà», aveva detto.

La giornata

Nel corso della mattinata, nella sala Monaco della biblioteca è stato proiettato il docufilm “Il presente del passato”, di Clemente Pollastro e Arnaldo Boniello, da un’idea di Rossella Panaro, già comandante della polizia penitenziaria nella casa circondariale di Busto.
Il film rievoca la vita all'interno del vecchio carcere, confrontata con quella nella struttura attualmente in uso in via per Cassano. Presente in sala una rappresentanza della polizia penitenziaria.
Il documentario verrà riproposto nel pomeriggio. Nella stessa sala, sarà poi possibile visitare virtualmente il vecchio carcere, navigando sul sito realizzato da Andreella Photo.
Nel cortile di Palazzo Cicogna è stata allestita la mostra fotografica “Ex Carceri austriache: la storia di un luogo”, di Claudio Argentiero.
Alle 15 prenderanno il via le visite guidate a cura del servizio Didattica museale e territoriale. Le prenotazioni sono andate rapidamente sold out, chiaro segnale dell’attenzione della gente per una struttura che torna finalmente a disposizione della città.













